Il centro di Milano è tornato teatro di violenze nel pomeriggio di domenica 18 ottobre, a un giorno dagli scontri che avevano già provocato momenti di guerriglia urbana. Tra piazza Duomo e via Torino, gruppi di giovani hanno danneggiato le vetrine degli esercizi commerciali utilizzando sedie e tavolini, saccheggiato un supermercato Carrefour e distrutto i dehors di alcuni locali. Le forze dell’ordine sono intervenute in tenuta antisommossa, ricorrendo a idranti e lacrimogeni per contenere i disordini. Contro gli agenti sono state lanciate bottiglie, sassi e bombe carta. Il sindaco Giuseppe Sala ha espresso una condanna netta degli episodi, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per lunedì una riunione dedicata all’ordine pubblico.
Nuovi scontri a Milano
Dopo gli incidenti del giorno precedente, le tensioni sono riprese nel cuore del capoluogo lombardo. Alcuni gruppi di manifestanti hanno preso di mira i negozi tra piazza Duomo e via Torino, rompendo le vetrine anche con l’ausilio di sedie e tavolini. Oltre al saccheggio di un supermercato Carrefour, sono stati danneggiati gli spazi esterni di diversi esercizi pubblici.
La situazione è rapidamente degenerata in diversi punti del centro. In piazza Mercanti alcuni manifestanti si sono asserragliati, lanciando pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine schierate in via Dante. La polizia ha risposto con lacrimogeni e idranti, impiegati anche per disperdere i gruppi che lanciavano bottiglie e petardi contro i reparti antisommossa in piazza Duomo.
Oltre 70 fermati per identificazione
Sono più di 70 le persone fermate per essere identificate nella zona di piazza Duomo. Tra loro ci sono anche soggetti già identificati il giorno precedente e persone che hanno dichiarato di aver preso parte alle proteste per la prima volta proprio domenica.
Parallelamente, circa una sessantina di persone, in prevalenza giovani, sono state accompagnate in questura nell’ambito della seconda giornata di manifestazioni nel centro cittadino. Il Reparto mobile della polizia, con gli agenti in tenuta antisommossa, è intervenuto in via Torino, dove alcuni manifestanti sono stati fermati dopo i saccheggi. Nella zona del Carrobbio, i cordoni delle forze dell’ordine sono riusciti a recuperare almeno parzialmente il controllo della situazione.
Scontri a Milano, i residenti lanciano secchiate d’acqua sui manifestanti
Gli episodi di violenza si sono verificati anche in via Piatti, dove alcuni giovani si sono allontanati dopo aver danneggiato il vetro di un’automobile bloccata in coda. Dai palazzi della strada, alcuni residenti hanno reagito lanciando secchiate d’acqua sui manifestanti. Nel frattempo, gli agenti hanno continuato a fronteggiare i gruppi che lanciavano bottiglie contro lo schieramento antisommossa, utilizzando lacrimogeni e idranti. Gli interventi delle forze dell’ordine si sono concentrati soprattutto nelle aree del centro interessate dai saccheggi e dai danneggiamenti.
Sala: “Condanna totale, nessuno spazio per comprensione”
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha condannato duramente quanto accaduto, spiegando di seguire direttamente gli sviluppi degli scontri. Il primo cittadino ha parlato di vetrine distrutte, negozi saccheggiati e cittadini impauriti, definendo criminali le condotte dei responsabili e sottolineando che, soprattutto per gli episodi della giornata, non ci sono margini per atteggiamenti comprensivi.
Sala ha anche chiarito il senso della sua richiesta di aumentare il numero degli agenti impegnati sul territorio. Secondo il sindaco, la richiesta di maggiori forze di polizia non nasce da intenti polemici, ma dalla conoscenza delle esigenze della città.
Ha inoltre riferito di aver dato indicazioni alla polizia locale affinché svolga pienamente il proprio compito, nel rispetto delle regole sulla gestione della sicurezza, sostenendo le forze di polizia statali. Le dichiarazioni arrivano dopo le polemiche delle ultime ore e il confronto a distanza con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Meloni convoca una riunione sull’ordine pubblico
Gli scontri registrati a Milano negli ultimi due giorni hanno portato il governo a programmare un nuovo confronto sulla sicurezza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per lunedì una riunione dedicata ai temi dell’ordine pubblico, alla luce delle violenze avvenute durante le manifestazioni. L’incontro si inserisce in un quadro di tensione che ha interessato anche altre città italiane, tra cui Torino e Bologna, dove sono state segnalate persone fermate in seguito agli episodi legati alle proteste.
La Lega chiede un decreto urgente sulla sicurezza
Sull’onda delle nuove violenze, la Lega ha rilanciato la richiesta di intervenire con urgenza su alcune misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza, attualmente in discussione al Senato. In un comunicato, il partito di Matteo Salvini ha proposto di trasformare parte delle disposizioni in un decreto-legge, così da anticiparne l’introduzione.
Tra le norme indicate figurano il fermo preventivo anche per i minorenni, il divieto di aggregazione per chi si rende responsabile di violenze di gruppo e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all’arresto differito. La proposta viene motivata dalla Lega con il ripetersi di episodi violenti negli ultimi mesi e con quanto accaduto anche nelle ultime ore a Milano.
