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Scontri a Milano, la polizia ferma oltre 50 giovani al corteo contro il carovita

Il bilancio degli scontri è di almeno quattro agenti e 20 manifestanti feriti, con i minorenni che costituiscono la metà dei fermati

18 Ottobre 2026 (Ultima modifica il 18 Ottobre 2026 | 11:21)
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Guerriglia urbana in piazza Duomo a Milano con ragazzi e Carabinieri. Scontri a Milano, la polizia ferma oltre 50 giovani al corteo contro il carovita

Scontri a Milano, la polizia ferma oltre 50 giovani al corteo contro il carovita | @edgardogulotta

Marta Colazzo di Marta Colazzo

Classe 2003, giornalista pubblicista e studentessa magistrale in Televisione, Cinema e New Media all'Università IULM di Milano. Da anni mi occupo di cronaca locale e informazione economico-finanziaria, con un focus sulla creazione di contenuti multimediali tra podcast, video, social e newsletter. Da giugno 2026 faccio parte della squadra di Alanews

Gli scontri a Milano hanno lasciato almeno quattro agenti e 20 manifestanti feriti, con oltre 50 giovani fermati, metà dei quali minorenni, al corteo contro il carovita. In serata un gruppo ha circondato una volante della polizia, ma è stato bloccato e fermato.

Centinaia di giovanissimi vestiti di nero hanno occupato piazza Duomo, costringendo gli agenti ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie. La polizia ha atteso i rinforzi e ha poi circondato la piazza con una ventina tra furgoni cellulari e jeep del reparto mobile.

Scontri a Milano, la polizia ferma oltre 50 giovani al corteo contro il carovita

La manifestazione principale, organizzata da Italia in piazza contro il carovita e il rincaro dei carburanti, è stata sopraffatta dai gruppi di ragazzi. Secondo la Polizia, erano arrivati dalle periferie, dall’hinterland e anche da altre province, organizzandosi autonomamente in piccoli gruppi, senza un coordinamento. Tra loro c’erano molti giovani di origine straniera e altrettanti italiani.

Le proteste erano nate contro il costo della vita, della benzina e la pressione fiscale. Le violenze hanno provocato anche la distruzione di vetrine e il danneggiamento dei tavolini dei bar, divelti durante gli scontri. In piazza Duomo è stato acceso un falò. Il bilancio complessivo di arresti, denunce, feriti e danni non è ancora definitivo.

Le aggressioni nei cortei di Torino, Bologna e Bergamo

A Torino il corteo, annunciato da giorni da diversi comitati di cittadini come «apolitico e apartitico», è passato rapidamente sotto il controllo dei collettivi antagonisti, dei centri sociali e dei gruppi Pro Pal, ai quali si sono uniti numerosi adolescenti delle periferie. Gli organizzatori hanno tentato senza successo di far accantonare le bandiere e di convincere i partecipanti a non sfilare incappucciati.

Uno degli organizzatori, Marco Liccione, già animatore delle proteste No Pass durante la pandemia, ha denunciato di essere stato circondato e picchiato da una quindicina di infiltrati.

A Bologna gli scontri si sono concentrati nella zona della stazione. Un gruppo di ragazzini incappucciati si è separato dal corteo e ha lanciato fumogeni, bottiglie di vetro, transenne e sassi contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni per disperderli. Anche a Bergamo si sono verificati scontri, con sassaiole e petardi contro la polizia e la presenza di giovanissimi incappucciati.

Il governo chiede alle opposizioni una condanna senza ambiguità

La reazione del governo ha chiamato in causa anche le opposizioni. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato: «Manifestare è un diritto, ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Ogni reticenza diventa giustificazione».

Poi Meloni ha aggiunto: “Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos. A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero. Perché erano lì per tutelare la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e di tutte le persone che hanno diritto di vivere la propria città senza paura e senza vederla messa a ferro e fuoco da bande di teppisti. Siamo con voi”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni, commentando gli scontri ieri in piazza in diverse città.

Il vicepremier Tajani ha affermato: «È inaccettabile che parte del centrosinistra soffi sul fuoco nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte». Per il vicepremier Matteo Salvini in piazza c’erano «centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???».

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha distinto le motivazioni dei manifestanti dalle violenze: «Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili. La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta».

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