Nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre Fridays for Future Milano ha aderito allo sciopero globale per il clima. Inizialmente il presidio era previsto in piazza della Scala, ma gli organizzatori hanno fatto sapere attraverso i social che la questura ha vietato “senza chiare motivazioni” la manifestazione: “La loro intimidazione non ci fermerà, ci opponiamo con forza alla volontà politica di farci tacere sul tema del cambiamento climatico – si legge – scenderemo comunque in piazza, ancora più numerosi e arrabbiati perché il tempo di agire è ora”. Circa un centinaio di persone ha partecipato al presidio in piazza San Babila, esponendo cartelli con scritte come “Posti di lavoro, non bombe. Energie rinnovabili, non fossili”, “Perché mi avvelENI?”, bandiere della Pace e della Palestina. “Tantissimi in piazza per chiedere giustizia climatica e azioni contro il cambiamento climatico. L’ONU ha dichiarato che probabilmente non riusciremo a stare sotto gli 1,5 gradi di aumento della temperatura media globale. Questo è un grande problema perché vuol dire che supereremo la soglia dell’accordo di Parigi. Noi pensiamo che manifestare è ricordare ai politici che bisogna agire ora, basta greenwashing e politiche non efficaci”, ha affermato l’attivista Giovanni Tessera di Fridays for Future Milano.
Tra i manifestanti anche un gruppo di brasiliani e brasiliane pro-Lula: “Salviamo il pianeta e le democrazie. Fuori Bolsonaro, fuori Trump, fuori Big Tech”. “Tra nove giorni in Brasile si voterà per il nuovo presidente. L’idea che una persona come Flavio Bolsonaro possa arrivare al governo per noi è una grande preoccupazione, perché ha promesso di svendere l’Amazzonia a Trump”, ha spiegato Karen Ricci.