La Formula 1 ha superato la soglia del 40% di tifose e ha ampliato la propria base fino a 900 milioni di appassionati nel mondo. Il pubblico si sta anche ringiovanendo: in alcuni Paesi l’età media è scesa da oltre 55 a meno di 30 anni. I dati delineano un cambiamento strutturale per uno sport a lungo considerato prevalentemente maschile, in pista e sugli spalti.
L’evoluzione è stata illustrata da Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, intervenuto all’ANFIA Motorsport Forum di Milano mercoledì 14 ottobre. Il manager ha parlato di un campionato che “non è più soltanto una piattaforma sportiva” e che sta diventando una “piattaforma esperienziale“, con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere tanto gli appassionati storici quanto le nuove generazioni.
Le tifose e i numeri della trasformazione
La crescita della presenza femminile è documentata dai dati ufficiali della Formula 1: nel 2018 le donne rappresentavano il 37% degli appassionati, percentuale salita al 42% nel 2025. Nello stesso anno, quasi la metà dei nuovi tifosi era costituita da donne. Si tratta di una progressione pluriennale, non di un picco episodico, che ha ridefinito la composizione della platea globale.
Il ricambio generazionale procede in parallelo: il 43% del pubblico mondiale ha meno di 35 anni. Nel Global F1 Fan Survey 2025, realizzato insieme a Motorsport Network, è emerso inoltre che tre nuovi appassionati su quattro, tra quelli coinvolti nell’indagine, erano donne. Quel risultato riguarda il campione del sondaggio e non va confuso con l’intera fanbase mondiale, ma indica con chiarezza la direzione di marcia del reclutamento.
Motori, storie e nuovi formati
La crescita non si spiega soltanto con i risultati in pista. Le piattaforme social, il racconto delle storie personali dei piloti, la serie Netflix Drive to Survive e il film F1 con Brad Pitt hanno ampliato la visibilità del campionato, offrendo punti di accesso diversi ai non addetti ai lavori. Le corse restano il cuore dello spettacolo, ma oggi chi si avvicina alla Formula 1 può entrare anche da contenuti che mostrano il “dietro le quinte”, senza sostituire l’evento sportivo, bensì affiancandolo con linguaggi più vicini ai nuovi pubblici.
Questa apertura ha favorito l’ingresso di tifose e spettatori più giovani, che trovano un ecosistema di contenuti continuativo tra un Gran Premio e l’altro. La strategia, ha spiegato la dirigenza, non punta a sovrapporre intrattenimento e competizione, ma a costruire un’esperienza che tenga agganciati pubblici differenti durante l’intera stagione.
Domenicali: “piattaforma esperienziale” e obiettivi di crescita
Nel suo intervento milanese Domenicali ha ribadito la traiettoria del marchio: «Siamo contenti dei risultati, ma proprio perché le cose stanno andando molto bene non dobbiamo sederci sugli allori». La Formula 1, ha spiegato, sta diventando sempre più una «piattaforma esperienziale» capace di unire engagement digitale, eventi dal vivo e storytelling, senza perdere la centralità della gara.
L’evoluzione del pubblico ha già aperto nuove opportunità commerciali, attirando sponsor e partner internazionali. Ma per il numero uno della Formula 1 la crescita non è un traguardo consolidato. Tra le aree su cui investire ha indicato gli Stati Uniti, la Cina e i mercati dell’, ritenuti strategici per allargare la platea e consolidare i ricavi in una concorrenza dell’intrattenimento sempre più affollata.
Più tifose, ma la pista resta lontana
Il salto numerico sul fronte del tifo femminile non ha ancora una corrispondenza in pista. Se sugli spalti e davanti agli schermi le donne sono ormai una componente consistente del pubblico, la loro presenza alla guida delle monoposto del Mondiale resta assente. Il divario tra partecipazione come pubblico e rappresentanza agonistica rimane quindi un tema aperto per il movimento.
In questo solco si inserisce la F1 Academy, il campionato dedicato alle giovani pilote che punta a creare percorsi di accesso e crescita nel motorsport. L’obiettivo è costruire una pipeline che, nel medio periodo, possa aumentare le opportunità per i talenti femminili. L’espansione della tifoseria, però, non si traduce automaticamente in una maggiore presenza nelle categorie più importanti, e la sfida resta strutturale: formazione, sostegno e sbocchi competitivi.
La direzione è tracciata dai dati presentati: 900 milioni di appassionati nel mondo, una quota femminile salita al 42% nel 2025 dopo il 37% del 2018 e un pubblico con il 43% di under 35. Sul piano geografico, Domenicali ha indicato Stati Uniti, Cina ed Estremo Oriente come i prossimi assi di sviluppo per consolidare e allargare questa trasformazione.
