Un 19enne del Pavese è stato arrestato per detenzione illegale di armi comuni da sparo dopo che gli investigatori lo hanno trovato in possesso di pistole, un fucile e materiale di propaganda riconducibile al neonazismo: ’operazione si è inserita in un filone investigativo che ha preso forma analizzando un dispositivo sequestrato a un altro giovane coinvolto nell’inchiesta sulla chat «Terza Posizione».
Il decreto di perquisizione descrive anche messaggi razzisti, riferimenti alla violenza e contenuti riconducibili all’estrema destra radicale nella chat WhatsApp di un gruppo scolastico. Il gruppo, denominato «2B», contava 68 membri e, secondo gli atti, conteneva espressioni discriminatorie e riferimenti a ideologie estremiste.
Armi sequestrate e simboli del neonazismo
Nell’abitazione del giovane, questa mattina, gli agenti hanno sequestrato una pistola Fn Herstal modello 1906 calibro 6.35, una seconda pistola Fn Herstal mod. 1910 calibro 6964, un fucile automatico Marocchi modello Sm66 calibro 9 Flobert, due sciabole, diversi coltelli e pugnali, un tirapugni, un’ascia, un martello e un manganello. È stata trovata anche una pistola giocattolo senza tappo rosso. Nella camera da letto erano presenti svastiche e riproduzioni di Hitler e Mussolini, insieme ad altro materiale di propaganda di matrice neonazista.
Secondo quanto rilevato dagli investigatori, il giovane aveva pubblicato online contenuti a sostegno di ideologie estremiste (anche in termini di neonazismo) e aveva rivendicato la disponibilità di armi. In una nota la Questura di Milano ha sottolineato che il 19enne, attraverso il suo profilo social, avrebbe manifestato «posizioni d’area skinhead particolarmente radicali» e diffuso diversi contenuti multimediali a tema.
La filiera investigativa e i legami con “Terza Posizione”
Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Milano e condotte dalla sezione antiterrorismo della Digos di Milano, con il supporto dei colleghi di Pavia e in sinergia con il servizio per il contrasto del terrorismo e dell’estremismo interno della Dcpp. Questo filone è collegato a quello che il 22 aprile ha portato all’arresto di un altro 19enne di Pavia, finito ai domiciliari perché amministratore della chat «Terza Posizione», dove veniva veicolata propaganda neofascista, neonazista e antisemita.
«Secondo me basta aspettare e un giorno useremo la testa di ogni singolo ebreo come palla da calcio», è uno dei messaggi che circolavano nella chat al centro dell’inchiesta della Digos di Milano, che ad aprile aveva portato anche a 14 perquisizioni in tutta Italia, di cui nove nei confronti di minori.
Analizzando il device sequestrato al giovane amministratore di «Terza Posizione», gli investigatori sono risaliti al coetaneo arrestato oggi. La Procura di Pavia ha disposto il fermo e il trasferimento nel carcere di Voghera, in attesa della convalida del gip.
