Il Consiglio europeo che si apre domani ha un «significato politico chiaro» e impone all’Europa di cambiare approccio di fronte a un contesto internazionale in cui sicurezza, prosperità ed equilibri consolidati non sono più scontati. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle conclusioni del suo intervento al Senato in vista del vertice Ue del 15 e 16 ottobre.
«L’Europa deve decidere come starci. Può continuare a scrivere regole come se nulla fosse cambiato. Oppure può guardare la realtà per quello che è, e dotarsi degli strumenti per difendere la propria economia, la propria sicurezza, la propria libertà. È quest’ultima l’Europa per cui lavoriamo», ha affermato la premier.
Meloni ha delineato la propria visione di un’Unione europea capace di coniugare transizione e industria, politiche tradizionali e nuove priorità, cooperazione internazionale e difesa dei confini. «Un’Europa pragmatica, che non ha paura di correggere le proprie scelte quando la realtà cambia», ha sottolineato.
Secondo la presidente del Consiglio, l’Ue deve concentrare le proprie risorse sulle grandi sfide che nessuno Stato membro può affrontare da solo, lasciando invece maggiore autonomia alle singole Nazioni negli ambiti in cui possono agire con più efficacia.
«Un’Europa grande sulle grandi questioni, e discreta su tutto il resto», ha concluso Meloni, indicando la necessità di un’Unione più pragmatica e attrezzata per rispondere alle trasformazioni dello scenario globale.
Il vertice europeo sarà l’occasione per affrontare i principali dossier comunitari alla luce delle nuove sfide economiche e geopolitiche, con l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’Unione di tutelare i propri interessi strategici.