La scelta del presidente dell’Ucraina spetta ai cittadini ucraini, non agli altri governi: è la posizione espressa dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a 10 minuti su Retequattro, dopo le critiche rivolte nei giorni scorsi da Donald Trump a Volodymyr Zelensky.
«Come gli americani si scelgono il loro presidente, così gli ucraini si scelgono il loro presidente. Non tocca a noi dire chi deve fare il presidente in questo o quel Paese», ha dichiarato Tajani. Il ministro ha risposto così alla richiesta del presidente statunitense di una nuova leadership a Kiev, senza indicare chi dovrebbe guidare il Paese.
Le critiche di Trump e la proposta di voto di Zelensky
Trump ha sostenuto che sia arrivato il momento per l’Ucraina di avere un nuovo presidente. Il presidente statunitense ha accusato Zelensky di ostacolare la possibilità di raggiungere un accordo per porre fine al conflitto con la Russia.
Il confronto si inserisce nelle tensioni tra Washington e Kiev, legate anche agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe e all’intesa tra Stati Uniti e Russia sulle forniture di diesel russo. Quest’ultima è stata accompagnata da un allentamento temporaneo delle sanzioni statunitensi sul settore energetico. Le divergenze riguardano le strategie nei confronti di Mosca e le condizioni per raggiungere un’intesa.
Volodymyr Zelensky aveva già replicato a Trump in un’intervista ad ABC: «Spetta agli ucraini scegliere il proprio presidente». Il leader ucraino ha ribadito che ai cittadini del Paese compete anche la decisione su quando tenere le elezioni, una questione legata alla guerra e alle condizioni di sicurezza.
Zelensky ha dichiarato di essere disposto a organizzare il voto se la Russia accettasse un cessate il fuoco di 60 giorni: nella sua proposta, la tregua consentirebbe di creare le condizioni necessarie per svolgere le elezioni.
