Raphaël Glucksmann ha conquistato in Francia la candidatura presidenziale della sinistra socialdemocratica per il 2027 con il 66,13% dei voti, pari a 79.613 preferenze. La votazione, conclusa domenica dopo una proroga, gli ha assegnato la vittoria già al primo turno.
Glucksmann ottiene la candidatura all’Eliseo al primo turno
L’europarlamentare quarantaseienne, sostenitore di una linea di rottura con la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon e La France Insoumise Lfi, ha ottenuto la maggioranza tra i 120.587 votanti, militanti e simpatizzanti della sinistra non mélenchonista.
Il voto elettronico era stato rallentato venerdì da un attacco informatico. Per consentire a tutti di esprimersi, l’organizzazione aveva prolungato di un giorno la consultazione.
Il segretario socialista Olivier Faure è arrivato secondo con 17.398 voti, pari al 14,48%. È uscita sconfitta la sua proposta di una grande alleanza delle diverse componenti della sinistra. Gli altri tre candidati sono rimasti sotto il 10%: Ségolène Royal ha raccolto il 7,62%, Emmanuel Maurel il 5,92% e Jérôme Guedj il 5,83%.
L’unità della sinistra e il confronto con l’estrema destra
Per Glucksmann, il risultato sostiene la possibilità di una sinistra capace di governare senza rinunciare ai propri valori: «Questo risultato invia un messaggio forte: una sinistra fedele ai propri valori è in grado di unire, governare e vincere». Il vincitore ha indicato nell’estrema destra l’avversario della corsa presidenziale: «Il nostro vero avversario è l’estrema destra e ci uniremo per condurre la lotta». Da qui l’appello a «impedire ai trumpiani, ai putiniani, agli xenofobi e ai demagoghi di impadronirsi della Repubblica».
La costruzione di un campo largo rimane invece la condizione posta da Faure, senza la quale «nessuna trasformazione sociale ed ecologica è immaginabile». Pur prendendo atto dell’esito, il segretario socialista ha confermato il proprio impegno: «Come segretario socialista continuerò a contribuire in questo senso (…) Ora abbiamo un candidato, spetta a tutti noi costruire insieme questo spirito di vittoria».
Il sostegno di Ségolène Royal al vincitore, previsto dalla Carta dei candidati sottoscritta dai partecipanti, è accompagnato dalla richiesta di riunire la sinistra. L’ex ministra socialista, eliminata e «molto delusa», ha dichiarato: «Ovviamente sosterrò chi ha vinto le primarie stasera. A patto che si realizzi un’unione delle forze di sinistra. (…) Contribuirò con tutte le mie forze a questo avvicinamento».
Royal ha legato questa richiesta anche all’identità della candidatura: «È la prima volta che il Partito socialista non ha un proprio candidato ufficiale, con il marchio del partito. Bisogna compensare questa situazione con un’unione delle forze».
Nel messaggio pubblicato su X, Glucksmann ha insistito sul lavoro ancora necessario: «Questo primo posto non mi dà alcun diritto acquisito. Nulla è ancora acquisito. Mi impone, invece, di ascoltare, convincere e unire ancora di più. Per conquistare ogni singolo voto, insieme. Fino alla vittoria nel 2027».
Chi è Raphaël Glucksmann
Figlio del filosofo André Glucksmann, il candidato ha un orientamento profondamente europeista e ha maturato esperienze anche all’estero. Oltre all’incarico da eurodeputato, tra il 2009 e il 2012 ha vissuto in Georgia, dove ha lavorato come consigliere ufficiale del presidente georgiano Mikheil Saakashvili.
Negli ultimi anni si è distinto per la difesa dell’Ucraina di fronte alla Russia, per la denuncia della concorrenza sleale cinese e della repressione esercitata da Pechino sulla minoranza uigura.
Le elezioni presidenziali francesi si svolgeranno in due turni, il 18 aprile e il 2 maggio. Al momento, la candidata di estrema destra Marine Le Pen è favorita nei sondaggi.
