Un attacco russo ha ucciso 15 persone, tra cui tre bambini, a Zaporizhzhia, nel sud-est dell’Ucraina, la mattina del 10 ottobre.
Le bombe aeree guidate hanno colpito anche un edificio residenziale di cinque piani. Intorno alle cinque del mattino, l’aeronautica militare ucraina aveva segnalato il lancio degli ordigni da un aereo tattico diretto verso Zaporizhzhia. In un precedente aggiornamento, Fedorov aveva indicato almeno 16 feriti e 12 dispersi.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato su X il lancio di cinque bombe guidate sulle abitazioni, collegando l’attacco alla decisione americana di allentare le sanzioni energetiche: «Oggi la Russia ha espresso il suo ringraziamento per la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di diesel».
Il presidente Emmanuel Macron ha parlato con Zelensky per manifestare la solidarietà della Francia di fronte agli attacchi in corso, ha riferito l’entourage del capo dello Stato.
Gli attacchi a Kharkiv e le interruzioni elettriche a Kiev
Durante la notte sono state attaccate tredici regioni ucraine, con danni a edifici residenziali, infrastrutture e impianti ferroviari, secondo Zelensky. A Kharkiv le truppe russe hanno colpito i distretti di Kholodnohirsk e Slobidsk: in quest’ultimo, un drone ha centrato una struttura medica, ferendo due persone. Ukrainska Pravda ha citato il capo dell’Ova di Kharkiv Oleg Synegubov e il sindaco Igor Terekhov.
A Kiev gli attacchi hanno provocato interruzioni di corrente su larga scala. L’azienda energetica privata Dtek ha comunicato su Telegram che i programmi di stabilizzazione non erano in vigore. Droni ucraini hanno inoltre attaccato il terminal petrolifero russo di Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov.
Le sanzioni sul gasolio e i colloqui interrotti a Miami
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha autorizzato temporaneamente le transazioni relative alla vendita, alla consegna, allo scarico e all’importazione di diesel russo. La sospensione delle sanzioni resterà in vigore fino alle 00:01, ora legale orientale, del 7 aprile 2027.
Secondo Axios, Donald Trump ha concluso l’accordo con Vladimir Putin dopo che Zelensky aveva ignorato le ripetute richieste americane di fermare gli attacchi alle raffinerie russe. Il presidente statunitense voleva uno stop unilaterale perché quei raid stavano facendo salire i prezzi dell’energia negli Stati Uniti.
Il Financial Times ha riferito che Steve Witkoff e Jared Kushner hanno prospettato ai negoziatori ucraini ed europei a Miami l’interruzione della condivisione di informazioni dei servizi segreti con Kiev, se gli attacchi alle raffinerie fossero continuati. L’ipotesi è stata sollevata dopo le critiche di Zelensky alla revoca delle sanzioni. Gli incontri, previsti su due giorni, sono terminati in anticipo per decisione della delegazione ucraina; anche Radio Liberty ha riferito della conclusione anticipata.
Witkoff aveva descritto su X le discussioni con i rappresentanti dell’E3, della Commissione europea, dell’Ucraina e della Nato come costruttive, indicando l’obiettivo di porre fine alla guerra prima dell’inverno e raggiungere una pace duratura.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax, ha riferito che Putin si è mostrato comprensivo verso alcune proposte americane per ridurre le tensioni nella telefonata con Trump della sera precedente, avviata su iniziativa statunitense. Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo, ha però ribadito alla Tass che gli obiettivi russi restano invariati, insieme alla disponibilità a una soluzione politico-diplomatica.
Un portavoce della Commissione europea ha confermato che l’Unione europea continuerà a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi, ribadendo la necessità di un cessate il fuoco che protegga le forniture alimentari mondiali e le infrastrutture energetiche in Ucraina e in Russia.
