I cortei organizzati a supporto del popolo palestinese nella Striscia di Gaza sono attesi in Italia nel pomeriggio di oggi, 10 ottobre. L’iniziativa nazionale «La fine del genocidio» è organizzata da Movimenti Studenti Palestinesi, Giovani Palestinesi d’Italia, Associazione dei Palestinesi in Italia e Unione Democratica Arabo-Palestinese. Le manifestazioni pro Gaza interesseranno circa 50 città, tra cui Roma, Milano, Napoli, Bologna e Torino. Le richieste dei promotori comprendono la «fine immediata del genocidio», lo «sblocco degli aiuti a Gaza» e il «ritiro dell’esercito di occupazione». L’iniziativa ha ricevuto il sostegno di centinaia di associazioni, tra cui sigle sindacali, collettivi studenteschi e partiti, come Movimento 5 Stelle Milano e Potere al Popolo.
I percorsi delle manifestazioni pro Gaza a Roma e Milano
Il corteo nella Capitale partirà alle 15:00 dal Colosseo e raggiungerà piazzale Aldo Moro, sede dell’università La Sapienza. La partenza a Milano è prevista alle 16:00 da piazza Repubblica, con arrivo a San Babila.
Le manifestazioni si tengono all’indomani dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navy Pillay. L’anno scorso, alla guida della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente dell’Onu sul territorio palestinese occupato, Pillay aveva accusato Israele di genocidio a Gaza.
I divieti della Prefettura a Torino
Il corteo torinese andrà da viale I Maggio a piazza della Repubblica, passando per rondò Rivella, corso Regio Parco, corso Palermo, corso Novara e corso Giulio Cesare.
La Prefettura ha disposto il divieto di vendita per asporto di bevande in bottiglie di vetro e lattine. È vietato anche detenere senza giustificato motivo caschi, maschere, fumogeni e materiale esplodente.
Il provvedimento, firmato dal prefetto Donato Cafagna, riguarda esercizi pubblici, negozi e ambulanti. Il divieto si estende al consumo e alla detenzione in luogo pubblico di bevande in contenitori che possano costituire un pericolo per l’incolumità.
Le restrizioni si aggiungono alle misure concordate dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per tutelare l’incolumità dei cittadini e i beni pubblici e privati.
