Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha disposto una sospensione di sei mesi delle sanzioni sulle consegne di diesel russo ai mercati internazionali, dopo una telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin. L’intesa tra Stati Uniti e Russia mira a ridurre i prezzi dei carburanti, mentre le sanzioni dell’Unione europea restano in vigore: non sono previsti effetti diretti sulle importazioni italiane.
L’accordo sul gasolio russo, annunciato dal presidente americano, si inserisce nello sforzo di Washington di rilanciare i negoziati per chiudere la guerra in Ucraina. L’aumento dei costi dell’energia è diventato un tema centrale in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
Trump ha sostenuto che le nuove forniture contribuiranno a far scendere rapidamente i prezzi del diesel negli Stati Uniti e nei principali mercati. Putin ha espresso fiducia nelle possibili ricadute positive dell’intesa sull’economia globale.
Forniture annunciate e capacità degli impianti russi
Secondo quanto comunicato, la Russia dovrebbe consegnare inizialmente oltre 300 mila tonnellate di diesel. A questa prima tranche seguirebbero 500 mila tonnellate a novembre e un milione di tonnellate successivamente. Mosca si sarebbe inoltre impegnata a fornire ulteriori tre milioni di tonnellate, compatibilmente con la capacità produttiva delle proprie raffinerie.
Il confronto fra i volumi annunciati e i consumi statunitensi alimenta però lo scetticismo degli analisti. Tim Armitage, stratega di Quilter Cheviot, ha osservato alla BBC che la prima fornitura equivale a circa 2,25 milioni di barili, a fronte di un consumo giornaliero negli Stati Uniti di circa 3,8 milioni di barili. Una quantità che, nella sua valutazione, difficilmente potrà determinare una riduzione significativa dei prezzi.
Resta inoltre da verificare la capacità russa di rispettare gli impegni. Gli attacchi ucraini alle raffinerie hanno danneggiato diversi impianti e, nei mesi scorsi, Mosca ha imposto restrizioni alle esportazioni di diesel per proteggere il mercato interno.
Impatto su Italia e mercato globale, reazione di Kiev
Le sanzioni europee sui prodotti petroliferi russi restano operative, per cui non sono attesi effetti diretti sulle importazioni italiane. Un eventuale aumento dell’offerta internazionale potrebbe però riflettersi sulle quotazioni del diesel e, a cascata, sui prezzi alla pompa anche in Italia, in funzione delle quantità effettivamente immesse sul mercato e dell’andamento delle forniture globali.
Sulla disponibilità complessiva pesano ancora le tensioni in Medio Oriente e le difficoltà nei collegamenti attraverso lo Stretto di Hormuz, variabili che possono incidere sulla logistica e sui tempi di consegna.
L’allentamento deciso da Washington ha provocato la reazione di Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito la decisione americana «indegna», aprendo un nuovo fronte di tensione nei rapporti bilaterali.
Secondo Axios, Trump avrebbe deciso di procedere con l’intesa anche in seguito al rifiuto ucraino di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe; il resoconto delle pressioni esercitate dagli inviati americani su Kiev resta però controverso. L’obiettivo immediato dichiarato da Washington resta contenere il costo dei carburanti, in attesa di misurare l’effetto reale dei nuovi flussi sul mercato.
