I carabinieri del raggruppamento Cites e i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Forestale di Verona hanno denunciato 14 persone nell’ambito di un’indagine durata quasi due anni sui beagle utilizzati nella sperimentazione farmaceutica. Tra i denunciati figurano i rappresentanti di Aptuit, la multinazionale attiva nella ricerca e nello sviluppo farmaceutico con sede a Verona, e parte del personale.
Gli accertamenti hanno individuato gravi irregolarità nella detenzione e nell’impiego degli animali. I cani venivano utilizzati come cavie per le sperimentazioni e i test sui farmaci senza rispettare i protocolli ministeriali. Sono stati inoltre riscontrati maltrattamenti, fino alla morte degli esemplari provocata dai test stessi o per eutanasia.
Durante i controlli sono stati trovati ancora in vita e salvati 17 beagle. Gli animali sono stati affidati alle associazioni per ricevere le cure necessarie e affrontare la riabilitazione fisica e psicologica.
Le contestazioni sui verbali delle ispezioni sanitarie
Oltre ai responsabili aziendali, i carabinieri hanno denunciato anche dirigenti e medici veterinari della locale autorità sanitaria per «falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici». La contestazione riguarda i verbali delle ispezioni che spettavano a questi funzionari presso i locali della sede dell’azienda.
Secondo i carabinieri, «dichiarando il falso nei verbali relativi alle ispezioni a loro deputate presso i locali della sede di Aptuit, hanno garantito alla multinazionale la possibilità di proseguire nelle condotte delittuose già allora in atto e successivamente accertate».
Le perquisizioni e gli accertamenti informatici
Nel corso dell’inchiesta sono state eseguite diverse ispezioni e perquisizioni, anche digitali, con l’intervento di personale specializzato in informatica. Gli investigatori hanno acquisito un’ingente quantità di documentazione, al vaglio degli inquirenti, che si sono avvalsi anche di consulenti tecnici specializzati nella materia.
L’indagine, denominata «Beagle nightmare», era stata delegata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona anche dopo precedenti ispezioni disposte dal Consiglio di Stato nell’ambito di una serie di contenziosi amministrativi.
