Un cittadino britannico di 22 anni, arrestato martedì nella zona di Westminster, nel centro di Londra, è stato rilasciato su cauzione nell’indagine sull’incidente di sicurezza alla base RAF Fairford. Lo ha riferito la polizia antiterrorismo britannica: era il settimo uomo arrestato per l’episodio che le autorità britanniche hanno collegato all’Iran.
Il giovane era stato arrestato con il sospetto di preparazione di atti terroristici ai sensi dell’articolo 5 del Terrorism Act 2006. La polizia ha precisato che il rilascio è soggetto a «rigorose condizioni di cauzione».
Tutti gli uomini coinvolti nell’indagine hanno un’età compresa tra i venti e i trent’anni. Sono ora in libertà su cauzione disposta dalla polizia, mentre «le squadre specializzate continuano a seguire tutte le piste investigative». Gli agenti hanno invitato chiunque abbia informazioni a farsi avanti.
La benzina nei furgoni e le evacuazioni vicino alla base
Gli agenti hanno poi riferito di aver trovato una quantità di benzina, una sostanza accelerante, in tre furgoni collegati ai primi cinque sospettati. Non sono stati trovati esplosivi.
I sospetti sull’Iran e il trasferimento dei bombardieri
Il coinvolgimento iraniano resta al centro delle accuse britanniche e della smentita del governo iraniano. Il primo ministro Andy Burnham ha parlato di «forti indicazioni» di un ruolo dell’Iran nell’episodio, senza illustrarne le ragioni né precisare la natura del presunto piano.
Le autorità iraniane hanno negato il coinvolgimento, ma in precedenza avevano dichiarato di considerare un obiettivo legittimo qualsiasi base utilizzata per attaccare il proprio territorio. I bombardieri americani hanno usato Fairford per colpire l’Iran durante la guerra in corso.
Gli Stati Uniti hanno trasferito dalla base i bombardieri B-52 e B-1 domenica. Non è chiaro se o in che modo la decisione fosse collegata agli arresti.
Lunedì Trump ha detto ai giornalisti di non voler tentare «il nemico» mantenendo lì i velivoli: «Abbiamo ricevuto una minaccia e, se veniamo minacciati, li spostiamo semplicemente, e questo in un certo senso attenua il problema». Secondo il presidente, i responsabili della minaccia non specificata «sarebbero legati all’Iran»; non ha fornito dettagli.
