Casey Stoner ha saltato tre Gran Premi nel 2009 per una serie di problemi di salute e una forte spossatezza, durante la sua esperienza con la Ducati di Borgo Panigale. Quella pausa ha segnato anche il rapporto con la squadra. Ripensando a quel periodo, ospite del Festival dello Sport di Trento, l’australiano ha detto: «Mi sono sentito tradito».
Stoner ha poi raccontato di aver sofferto la gestione della vicenda da parte della squadra e le trattative avviate durante la sua assenza per portare Jorge Lorenzo a Borgo Panigale. Il rapporto con Ducati non è stato sempre semplice, ma il legame con la Desmosedici rimane indissolubile: nel 2007 Stoner ha conquistato il primo titolo della storia della Casa in MotoGP. Il secondo Mondiale dell’australiano è arrivato nel 2011, con Honda.
La rivalità con Rossi e il riavvicinamento
Valentino Rossi è stato l’avversario più agguerrito, secondo Stoner. Nei momenti di maggiore tensione tra i due, l’australiano ha individuato un’arma del rivale che andava oltre la velocità: Rossi era «bravo nell’intimidazione degli avversari, sia in gara che fuori», ha spiegato, e sapeva gestire anche ciò che accadeva lontano dalla pista, comunicazione compresa.
Casey, dal carattere molto più riservato, ha ammesso di aver sofferto quella pressione. Una valutazione vicina a quella espressa a proposito del caso Rossi-Márquez di Sepang 2015, quando aveva sostenuto che Valentino fosse bravissimo a manipolare i media e la realtà dei fatti.
«Valentino aveva un’enorme importanza dal punto di vista mediatico. Chiunque dicesse qualcosa di sgradito finiva nella sua lista nera e ne usciva danneggiato. Era capace di entrare nella testa degli altri piloti», ha affermato Stoner.
Il rapporto è però cambiato con gli anni: Stoner ha spiegato che lui e Rossi si sono riavvicinati, sono maturati e hanno smussato molti degli spigoli della vecchia rivalità. La stima per Valentino come pilota, ha assicurato Casey, non è mai venuta meno.
Le critiche alla MotoGP attuale e i piloti apprezzati da Casey Stoner
La critica alla MotoGP attuale riguarda invece il rapporto tra mezzo e pilota. Secondo l’australiano, «le moto somigliano ai robot» e il peso di chi guida sul risultato sarebbe progressivamente diminuito.
Questo giudizio non gli impedisce di apprezzare i protagonisti di oggi. Tra i suoi preferiti ci sono Marco Bezzecchi, per lo stile di guida, e Jorge Martin, per la capacità di utilizzare tutto il corpo sulla moto. Di Bagnaia ha detto di apprezzare soprattutto la calma nei momenti difficili.
Stoner ha infine riservato un riconoscimento anche a Marc Márquez, definendolo un fuoriclasse assoluto, ormai entrato nella leggenda di questo sport.
