L’Università degli Studi di Salerno ha conferito il 7 ottobre a Vasco Rossi il dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione, riconoscendo nel suo percorso artistico, culturale e pubblico un’esperienza rilevante per lo studio della comunicazione contemporanea.
Il dottorato honoris causa a Vasco Rossi
La motivazione riguarda oltre quarant’anni di carriera: la capacità del cantante di raccontare le trasformazioni sociali, le sensibilità e le inquietudini di generazioni diverse attraverso un linguaggio riconoscibile. Per l’ateneo, il legame con gli ascoltatori ha superato i confini della musica, diventando un fenomeno culturale, identitario e comunicativo.
Il rettore Virgilio D’Antonio ha dichiarato: «Il conferimento del Dottorato Honoris Causa a Vasco Rossi riconosce il valore di un percorso capace non soltanto di interpretare il proprio tempo, ma anche di contribuire a definirne linguaggi, immaginari e forme di relazione. La continuità e la profondità del rapporto costruito con i diversi pubblici rappresentano un’esperienza di grande interesse anche per la ricerca nel campo della comunicazione».
Le canzoni come spazio di discussione
La lezione di Vasco Rossi, dopo la proclamazione, è cominciata con una battuta sul titolo accademico: «Un dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione… per me? Questa proprio non me l’aspettavo». Poi la precisazione: «Dottorato significa che potrei anche insegnare, ma tranquillizzo subito i miei affezionati detrattori: continuerò a fare concerti».
Il rapporto tra identità personale, canzoni e pubblico è stato il punto di partenza della riflessione: «Quando mi chiedono cosa significhi essere Vasco Rossi, la risposta è restare me stesso senza tradire quello che sono per piacere a qualcuno. Le mie canzoni escono di casa e diventano anche vostre. Politica e comunicazione non le ho studiate sui libri ma le ho vissute, subite e a volte anche provocate».
Nella definizione di politica proposta dal cantante, le scelte collettive non si esauriscono nelle istituzioni: «La politica non è soltanto quella dei palazzi, delle elezioni e dei programmi. È anche il modo in cui una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi lasciare ai margini».
Alla musica Rossi attribuisce una capacità di comunicare che coinvolge anche la memoria e le emozioni: «Ho scritto canzoni. Punto. E ho scoperto che queste possono diventare persino una tesi di laurea. Una canzone non è solo quello ma è anche un messaggio che entra nelle case, nelle automobili, nelle piazze. La musica fa ciò che la comunicazione ufficiale spesso dimentica. Non si limita ad informare ma muove emozioni, ricordi e domande».
La funzione delle canzoni, nella sua lettura, conserva però un limite preciso: «Una canzone non dà istruzioni per vivere, non sostituisce la politica ma può aprire uno spazio nel quale le persone discutono e si sentono meno sole. Può dare voce ad un disagio».
Il legame con la città dal servizio militare
Prima della cerimonia, sulla sua pagina ufficiale Instagram, il cantante aveva scritto: «Oggi, 7 Ottobre, all’Università di Salerno, diventerò ‘Professore’ Evviva!!!».
Il post ricordava anche il suo arrivo in città nel 1978, per il servizio militare: «Sono molto legato a Salerno. La prima volta ci sono arrivato nel lontano ‘78 per fare il militare… avevo la divisa ma dopo un po’ sono stato ‘liberato’. Non potevo perdere il treno.. che mi ha portato fin qui».
