La Giunta nazionale del Coni ha approvato all’unanimità il commissariamento della FIGC, affidando l’incarico di commissario allo stesso Giovanni Malagò, fino a oggi presidente della Federcalcio. La decisione arriva dopo l’intesa raggiunta nelle ore precedenti tra Malagò e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, nel tentativo di evitare una profonda spaccatura all’interno degli organi del Comitato olimpico.
Il provvedimento deve ora essere sottoposto al Consiglio nazionale del Coni, convocato in seduta straordinaria alle 14, per il passaggio conclusivo della procedura.
L’accordo tra Malagò e Buonfiglio prima della Giunta
La mediazione è stata definita durante un incontro tra Buonfiglio e Malagò che ha preceduto la riunione della Giunta. Al faccia a faccia ha partecipato anche il presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, indicato come garante dell’intesa.
La soluzione consente quindi al Coni di procedere con il commissariamento della Federcalcio senza affidarne la gestione a una figura esterna. Malagò dovrebbe accompagnare la FIGC durante la fase transitoria verso una nuova assemblea elettiva.
Perché il Coni ha deciso di commissariare la FIGC
Il caso nasce dalla posizione di Malagò al momento della candidatura alla presidenza federale. L’ex numero uno del Coni, eletto alla guida della FIGC il 22 giugno con il 68,58% delle preferenze, non risultava tesserato al momento della presentazione della candidatura.
La vicenda ha aperto nelle ultime settimane un duro confronto giuridico sulla validità dell’elezione e sulla gravità della violazione contestata. Il Coni aveva acquisito diversi pareri favorevoli all’intervento, mentre la Federcalcio aveva presentato valutazioni di segno opposto.
Con l’accordo raggiunto oggi, la Giunta ha superato lo scontro approvando all’unanimità la soluzione Malagò commissario. Resta ora il passaggio davanti al Consiglio nazionale del Coni per la ratifica definitiva.
