CNN, MS NOW e Politico hanno presentato l’ultima memoria scritta per chiedere a un giudice federale di mantenere l’accesso dei loro giornalisti alla Casa Bianca. Nel documento depositato lunedì 5 ottobre, i legali delle tre testate sostengono che l’amministrazione Trump non abbia fornito nuove prove a sostegno della tesi secondo cui i loro articoli avrebbero messo a rischio la sicurezza nazionale. La richiesta arriva dopo la decisione del presidente degli Stati Uniti di revocare il mese scorso i loro accrediti per la copertura della Casa Bianca.
I legali: “Ragioni mutevoli per giustificare il divieto”
La memoria rappresenta l’ultimo tentativo scritto delle tre organizzazioni giornalistiche di convincere il giudice federale Timothy Kelly a garantire in modo continuativo l’accesso alla Casa Bianca ai loro reporter. Secondo i legali, l’amministrazione avrebbe cambiato più volte le motivazioni alla base della decisione, passando da generici riferimenti agli standard professionali a presunti problemi legati alla sicurezza nazionale.
Nel documento, gli avvocati sostengono che Donald Trump abbia invece spiegato pubblicamente le ragioni reali del provvedimento. In particolare, ricordano le recenti dichiarazioni rilasciate dal presidente alla rivista Time, nelle quali Trump avrebbe affermato di aver vietato l’accesso alle tre testate perché non voleva continuare a “sopportare” quelle che considera notizie costantemente negative sul suo conto.
Giovedì l’udienza sulla libertà di accesso alla Casa Bianca
Il giudice Kelly ha fissato per giovedì un’udienza sulla richiesta delle tre testate di ottenere un’ingiunzione preliminare. Se concessa, la misura permetterebbe di mantenere le condizioni di accesso per un periodo più lungo mentre il procedimento giudiziario prosegue. Alla fine di settembre Trump aveva annunciato l’esclusione di CNN, MS NOW e Politico dalla copertura delle sue attività alla Casa Bianca, motivando la decisione con i loro articoli giudicati negativi. Le tre organizzazioni avevano reagito rapidamente presentando una causa e ottenendo inizialmente il ripristino temporaneo dell’accesso.
Il precedente che limita i poteri della Casa Bianca
Nella sua prima decisione, Kelly aveva richiamato una giurisprudenza consolidata da circa cinquant’anni nei tribunali di Washington. Secondo questo orientamento, la Casa Bianca non può revocare l’accesso alla stampa ai giornalisti senza prima comunicare la decisione agli interessati e concedere loro la possibilità di rispondere. I legali di CNN, MS NOW e Politico hanno quindi chiesto al giudice di poter contestare anche eventuali nuove restrizioni che l’amministrazione dovesse imporre in futuro, sostenendo che potrebbero violare la Costituzione.
CNN e Politico escluse anche dall’Air Force One
Secondo gli avvocati, la Casa Bianca avrebbe continuato a colpire le tre testate in modo imprevedibile. Nei giorni scorsi, infatti, sia CNN sia Politico sono state escluse dall’Air Force One. Nel documento i legali sottolineano che lo Studio Ovale e l’aereo presidenziale rappresentano due dei principali luoghi utilizzati dall’amministrazione per i briefing con la stampa. Per questo, sostengono, il presidente non potrebbe utilizzare l’Air Force One come sede per gli incontri con i giornalisti e contemporaneamente rivendicare un potere discrezionale senza criteri per escludere determinate organizzazioni sulla base dei loro articoli o del loro orientamento editoriale percepito.
Il giudice aveva già respinto la motivazione sulla sicurezza
Kelly, nominato da Trump, aveva già respinto con decisione nella precedente sentenza le argomentazioni dell’amministrazione secondo cui il divieto fosse necessario per proteggere la sicurezza nazionale dai contenuti pubblicati dalle tre testate. CNN, MS NOW e Politico, rappresentate dallo stesso gruppo di legali, sostengono inoltre che la Casa Bianca abbia adottato nei loro confronti un comportamento discriminatorio e ritorsivo, in contrasto con le tutele garantite dal Primo Emendamento alla libertà di stampa.
La Casa Bianca insiste sugli standard professionali
Alla fine della scorsa settimana, l’amministrazione Trump aveva ribadito davanti al giudice la propria posizione. Secondo i suoi legali, le tre testate non avrebbero rispettato adeguati “standard di professionalità e decoro” pubblicando informazioni sensibili relative alla sicurezza nazionale. La posizione dell’amministrazione appare però destinata a scontrarsi con quanto stabilito da Kelly nella sua precedente decisione e con i precedenti giudiziari che il magistrato è tenuto a seguire.
Dopo la decisione possibile il ricorso
Una volta conclusa l’udienza di giovedì e pronunciata la nuova decisione, l’amministrazione Trump potrà comunque rivolgersi rapidamente alla corte d’appello per contestare l’eventuale provvedimento sfavorevole. Nel frattempo, la vicenda ha raccolto anche l’opposizione di altre realtà del mondo dell’informazione. In tribunale si sono schierate contro i tentativi della Casa Bianca di escludere CNN, MS NOW e Politico 77 organizzazioni giornalistiche, oltre a diverse coalizioni della stampa. La coalizione dei principali media ha espresso inoltre preoccupazione per una possibile estensione del problema, temendo che in futuro anche altre testate possano essere escluse dalla copertura delle attività della Casa Bianca.
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