La Germania rischia di entrare in un “conflitto violento” con Mosca, pur in assenza di indicazioni di un attacco russo su vasta scala contro la Nato. È l’allarme lanciato da Martin Jaeger, presidente del Servizio federale di intelligence tedesco (Bnd), durante l’audizione pubblica annuale al Bundestag. Il capo dei servizi ha avvertito della possibilità di “attività militari russe a bassa intensità”, in particolare nei Paesi baltici.
Jaeger, ex ambasciatore tedesco a Kiev dal 2023 al 2025, è intervenuto davanti alla Commissione parlamentare di controllo dei servizi segreti nell’audizione dei vertici dei tre servizi d’intelligence federali. Per Berlino, ha sostenuto, “nessun altro Paese rappresenta una minaccia così diretta, ampia e concreta” come la Russia.
Gli attentati e i sabotaggi in Germania: parla Martin Jaeger
Il ritrovamento di almeno due droni armati a Lipsia, uno dei quali vicino a un velivolo ucraino, è stato richiamato da Jaeger come “solo un esempio” della minaccia. I servizi segreti russi, ha affermato, agiscono “con grande professionalità e senza scrupoli”. Da qui l’avvertimento: “Il pericolo di attentati contro obiettivi in Germania resta reale e attuale. Dobbiamo contrastarlo”.
Il presidente del Bnd ha descritto l’azione di Mosca come una “guerra ombra”: “La Russia conduce una guerra ombra contro di noi. Questa guerra non dichiarata non può essere inquadrata nelle tradizionali categorie militari o giuridiche. Non ci troviamo in una situazione di difesa e tuttavia veniamo attaccati: è appunto una guerra ombra”.
L’allarme è condiviso da Sinan Selen, presidente dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV), l’intelligence interna tedesca. “Veniamo attaccati adesso, non nel 2029”, ha affermato, avvertendo che la situazione continua ad aggravarsi. Secondo Selen, la Russia ha oltrepassato “linee rosse estremamente pericolose” ed è considerata il principale responsabile della preparazione e dell’attuazione di atti di sabotaggio in Germania e in altri Paesi europei.
L’Estonia avvicina le truppe al confine russo
Intanto l’Estonia ha deciso il trasferimento permanente delle truppe da Tapa a Jõhvi, a soli 50 chilometri dal confine russo. Il Financial Times, citando alcuni funzionari estoni, riferisce che nella nuova sede sono in costruzione ampie strutture destinate a ospitare i soldati. Tallinn si sta inoltre dotando di armamenti capaci di colpire in profondità il territorio russo.
I vertici militari e dell’intelligence estoni, secondo il quotidiano finanziario, non credono che Mosca voglia una guerra su vasta scala con la Nato, almeno nei prossimi due anni. Ritengono però che la Russia si stia preparando a un potenziale conflitto futuro con la piccola nazione baltica. Il timore riguarda soprattutto una possibile incursione su piccola scala, volta a mettere alla prova la clausola di difesa reciproca della Nato.
Questa preoccupazione ha spinto l’Estonia ad adottare una strategia di “difesa attiva”. “Una deterrenza credibile richiede che un’aggressione contro di noi sia impensabile. Il nostro obiettivo è chiaro: tenere il nemico e la distruzione della guerra lontani dal territorio estone”, ha dichiarato il ministero della Difesa estone.
Le pressioni russe e il sostegno europeo all’Ucraina
La leadership russa, secondo Jaeger, vuole 2garantire per il futuro che a Berlino e nelle altre capitali europee non vengano prese decisioni contro Mosca”. Un altro obiettivo sarebbe “spezzare il sostegno politico europeo all’Ucraina”. Il presidente del Bnd ha quindi avvertito: “Dobbiamo prepararci a tentativi di intimidazione e a ulteriori interferenze. Probabilmente ci saranno anche nuove minacce nucleari”.
La Germania, ha precisato Jaeger, non accetta la politica “revisionista ed espansionistica” di Mosca né la guerra di aggressione contro l’Ucraina, e si oppone “all’intimidazione russa dei nostri alleati nei Paesi baltici e altrove in Europa”. Nella sua valutazione, questa posizione rende Berlino un bersaglio: “La Germania è diventata uno dei principali ostacoli alla proiezione egemonica del potere russo in Europa e quindi un bersaglio dell’azione russa. Chi non si sottomette diventa un nemico: questa è la lettura di Mosca”.
La guerra in Ucraina sta entrando in “una nuova fase molto pericolosa”, ha aggiunto Jaeger, indicando attacchi russi sempre più brutali. Il presidente russo Vladimir Putin, ha sostenuto, “ha superato il punto in cui potrebbe semplicemente interrompere la pressione sull’Ucraina senza mettere a rischio la propria base di potere interna”.
Per il presidente del Bnd, Putin “deve poter mostrare un successo in Ucraina che, dal punto di vista russo, giustifichi gli enormi sacrifici compiuti finora. Questo lo mette sotto pressione”.
