Jannik Sinner ha rinunciato anche al torneo di Shanghai con un annuncio arrivato due giorni fa, questa volta senza riferimenti al ginocchio destro. Il problema fisico aveva già costretto il 25enne altoatesino a saltare lo US Open e Pechino. Adriano Panatta, intervenuto ai microfoni della DS, ha definito la situazione “molto complicata” e ha indicato nelle Finals di Torino l’appuntamento per il quale spera di rivedere in campo il campione azzurro.
Sinner e il suo gruppo di lavoro mantengono il silenzio sulle condizioni del tennista, nonostante le richieste di chiarezza. Le informazioni sul ginocchio di Sinner comunicate direttamente dal giocatore restano quelle contenute negli annunci delle precedenti rinunce.
Le rinunce e il possibile ritorno a Vienna
Il tennista aveva parlato del problema al ginocchio destro il 21 agosto, annunciando il forfait allo US Open: “Siamo tornati in campo a Monte Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro”.
La rinuncia a Pechino era arrivata il 25 settembre, accompagnata da un’altra spiegazione: “Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per gareggiare”. Per Shanghai, invece, l’annuncio non ha richiamato l’infortunio.
Il successivo appuntamento in calendario è Vienna, dal 26 ottobre. Se Sinner riuscisse a rientrare in quell’occasione, l’assenza dalle partite durerebbe, nella migliore delle ipotesi, tre mesi e mezzo: anche la partecipazione alla ricca esibizione del Six Kings Slam sembra infatti in procinto di essere annullata.
Dopo Shanghai erano previsti il torneo 500 di Vienna e il 1000 di Parigi, entrambi vinti dall’azzurro lo scorso anno. Saltarli significherebbe perdere 1500 punti, con il sorpasso di Zverev al numero uno del ranking che diventerebbe quasi sicuro.
Panatta guarda alle Finals e difende la riservatezza
Panatta ha difeso la scelta di non rendere pubblici i dettagli clinici: “Ho letto molte polemiche sul fatto che non si sa bene cosa abbia Sinner. Ma è normale che sia così, perché non è che uno può spiegare perfettamente, dare la cartella clinica. Stanno cercando di risolvere il problema. È molto complicato, da quello che so anch’io è molto complicato. Adesso ha mollato anche Shanghai, io spero che possa tornare a giocare per le Finals e poi, di conseguenza, la Coppa Davis”.
Il riferimento alle Finals di Torino, dal 15 al 22 novembre, lascia fuori dall’orizzonte indicato da Panatta Vienna e Parigi. Le sue parole esprimono una speranza, non una certezza di partecipazione neppure per Torino. La Coppa Davis è in programma dal 24 al 29 novembre.
Diagnosi, prognosi, gravità, cure e tempi di recupero restano al centro delle domande dei milioni di tifosi. Sono aspetti coperti dalla riservatezza, anche sul piano strategico nei confronti degli avversari. Il silenzio ha però favorito la diffusione di ipotesi differenti sulla tendinopatia extra articolare del ginocchio, che non riguarda strutture interne come cartilagine articolare, menischi o legamenti crociati.
Le ipotesi circolate comprendono la sindrome della bandelletta ileotibiale e quella della zampa d’oca: interessano due lati opposti del ginocchio, rispettivamente quello esterno e quello interno. Non costituiscono una diagnosi comunicata dal giocatore.
Circolano anche voci su allenamenti a Monte Carlo interrotti per il troppo dolore dopo qualche decina di minuti e su una possibile operazione. A queste si aggiungono le segnalazioni di avvistamenti in strutture ospedaliere per consulti con luminari dell’ortopedia: l’ultimo avvistamento riferito è a Lione.
