Il governo ha posto alla Camera la questione di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 della nuova legge elettorale. Ad annunciarlo in Aula è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. La riforma è arrivata alla terza lettura a Montecitorio dopo le modifiche introdotte dal Senato.
La scelta della fiducia serve anche a evitare che sui singoli articoli possa essere richiesto il voto segreto. In particolare, gli articoli 1 e 2 introducono importanti modifiche al sistema di elezione di Camera e Senato, mentre il terzo interviene sui collegi della provincia autonoma di Bolzano.
Preferenze e capilista bloccati
Uno dei cambiamenti principali riguarda l’introduzione delle preferenze. Il sistema previsto dalla riforma mantiene infatti un meccanismo misto: gli elettori potranno esprimere preferenze, mentre resteranno capilista bloccati.
La riforma prevede inoltre un premio di maggioranza per la lista o coalizione che ottiene il maggior numero di voti, a condizione che superi il 42%. Il nuovo sistema è stato ribattezzato “Stabilicum”.
Gli articoli 1 e 2 intervengono rispettivamente sulla disciplina per l’elezione della Camera e del Senato, modificando il sistema attualmente derivante dalla legge del 2017.
Cosa prevedono gli altri articoli
La riforma interviene anche su altri aspetti del sistema elettorale. L’articolo 3 modifica i confini territoriali dei collegi uninominali senatoriali della provincia autonoma di Bolzano.
L’articolo 4 elimina invece il meccanismo di aggiornamento periodico dei confini dei collegi, mentre l’articolo 5 introduce una disciplina transitoria per le prime elezioni politiche successive all’entrata in vigore della legge, intervenendo sulla raccolta delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle candidature.
Gli articoli 6 e 7 riguardano il voto nella circoscrizione Estero. L’articolo 8 introduce invece il voto fuori sede per alcune categorie di elettori, compresi i caregiver, una modifica sostenuta anche dalle opposizioni e approvata al Senato all’unanimità.
Il calendario del voto alla Camera
La prima fiducia, sull’articolo 1, sarà votata martedì 6 ottobre, dopo le dichiarazioni di voto. Successivamente si procederà con la fiducia sull’articolo 2 e, mercoledì 7 ottobre, con quella sull’articolo 3.
Il passaggio decisivo è però fissato per giovedì 8 ottobre. Dalle 10.30 sono previste le dichiarazioni di voto finale, mentre alle 12.30 la Camera sarà chiamata al voto conclusivo sulla riforma. In questo caso lo scrutinio sarà segreto, con diretta televisiva.
La differenza è importante: la fiducia sui primi tre articoli sarà votata con appello nominale, mentre il voto finale sull’intero provvedimento avverrà a scrutinio segreto.
La maggioranza supera il primo ostacolo
La riforma ha già superato il primo passaggio delicato alla Camera. Il 1° ottobre l’Aula ha respinto a scrutinio segreto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, con 229 voti contrari e 151 favorevoli.
Ora l’attenzione è concentrata sui tre voti di fiducia e, soprattutto, sul voto finale di giovedì. La legge dovrà poi completare l’iter parlamentare previsto prima di poter entrare in vigore.
La settimana si presenta quindi decisiva per la riforma elettorale voluta dal governo Giorgia Meloni, con il passaggio finale alla Camera previsto l’8 ottobre.
