L’Estonia sta trasferendo in modo permanente parte delle proprie forze militari più vicino al confine con la Russia. Il ministro degli Esteri Margus Tsahkna aveva però precisato nelle scorse settimane che non risultano truppe russe ammassate oltre il confine estone. Il governo distingue quindi la necessità di prepararsi a un possibile conflitto dall’esistenza di una minaccia immediata.
La nuova strategia prende forma con la crescente preoccupazione per ciò che potrebbe accadere sul fianco orientale della Nato dopo la guerra in Ucraina. I vertici militari e dell’intelligence estoni non ritengono che Mosca voglia affrontare una guerra su vasta scala contro l’Alleanza, almeno nei prossimi due anni. Temono invece che la Russia si stia preparando a un possibile conflitto futuro e possa tentare un’aggressione più limitata per mettere alla prova la capacità di reazione della Nato.
La difesa estone e il trasferimento della brigata a Jõhvi
La strategia di difesa estone adottata da Tallinn è definita di una strategia di “difesa attiva”: prevede di intervenire immediatamente in caso di attacco, senza cedere territorio nelle prime fasi di un eventuale conflitto. Una delle principali brigate del Paese verrà trasferita da Tapa a Jõhvi, a circa 50 chilometri dal confine russo. Nella nuova sede sono in costruzione le infrastrutture militari.
Il cambiamento riguarda anche la capacità offensiva. L’Estonia dispone già dei sistemi lanciarazzi americani HIMARS, entrati in servizio nel 2025, e sta investendo in ulteriori armamenti a lungo raggio, tra cui i sistemi sudcoreani Chunmoo. Tallinn si sta dotando di armi capaci di raggiungere obiettivi all’interno della Russia: l’obiettivo sarebbe poter colpire in profondità il territorio russo fin dalle prime fasi di un’eventuale aggressione.
Le difese comuni e il rafforzamento degli alleati
Il potenziamento militare coinvolge più in generale il fianco orientale della Nato. Estonia, Lettonia e Lituania stanno lavorando alla linea di difesa baltica, una rete di basi, bunker, ostacoli e infrastrutture difensive lungo i confini con la Russia e la Bielorussia.
Tallinn ha aumentato la spesa militare fino a circa 2,4 miliardi di euro, pari al 5,4% del Pil. Il Paese può contare su circa 230mila riservisti e sulla presenza delle forze alleate della Nato.
Anche il Regno Unito sta rafforzando il proprio contingente in Estonia, introducendo nuovi sistemi. Tra questi figurano droni d’attacco con una portata fino a 300 chilometri.
