A pochi giorni dal voto sul futuro dei vertici del calcio italiano, un’altra questione rischia di alimentare le tensioni all’interno del Coni. Al centro c’è la posizione del presidente Luciano Buonfiglio e, in particolare, l’incarico del figlio Marco, direttore commerciale della Kings League Italia, competizione che in passato ha avuto contrasti con il mondo del calcio dilettantistico.
Il voto su Malagò e il nodo dei possibili conflitti
Mancano ormai pochi giorni alla decisione sul destino del presidente Giovanni Malagò e della Figc. I componenti di Giunta e Consiglio nazionale del Coni sono chiamati a esaminare i pareri dei giuristi interpellati dal Comitato olimpico e dalla Federcalcio.
I pareri confermerebbero la necessità del tesseramento per poter essere eletti, ma non fornirebbero indicazioni sulla possibilità di procedere con un commissariamento. La vicenda è nata da una questione burocratica che mette in discussione un’elezione vinta da Buonfiglio con quasi il 70% delle preferenze e presenta ancora diverse zone controverse legate alle interpretazioni delle norme. Tra i punti da chiarire c’è anche quello relativo agli eventuali conflitti di interesse e alla possibilità che alcuni componenti della Giunta debbano astenersi dal voto.
Il precedente di Diana Bianchedi
Un caso già emerso riguarda Diana Bianchedi, vicepresidente del Coni, che tra il 17 e il 30 settembre ha ricoperto per la Figc l’incarico di capodelegazione della Nazionale. Nei giorni scorsi ha deciso di lasciare il ruolo, anche in seguito, secondo quanto da lei riferito, alle dichiarazioni del ministro dello Sport Andrea Abodi.
Formalmente, con la fine dell’incarico, non ci sarebbe più un rapporto contrattuale con la Figc che possa incidere sulla sua possibilità di votare. Dal Coni, però, continuano ad arrivare indicazioni secondo cui Bianchedi potrebbe essere esclusa dal voto.
L’Anac, interpellata sulla questione, ha chiarito che tra il ruolo di vicepresidente del Coni e quello di capodelegazione della Figc non esisteva un’incompatibilità. L’Autorità ha inoltre precisato di non essere competente a stabilire se Bianchedi possa esprimere la propria preferenza nella Giunta: la decisione spetta al Coni. Non è ancora chiaro quale organo del Comitato olimpico debba occuparsene, anche se potrebbero avere un ruolo i tre revisori dei conti.
Cosa prevede lo Statuto del Coni
Il riferimento normativo sulla questione è l’articolo 7, comma 4, dello Statuto del Coni. La norma stabilisce che, quando il conflitto di interessi riguarda singole deliberazioni o specifici atti, la persona interessata è tenuta ad astenersi. Non viene invece indicato un periodo di “raffreddamento” che debba trascorrere tra la conclusione di un incarico e l’espressione del voto. Resta quindi da capire sulla base di quale principio Bianchedi dovrebbe essere considerata impossibilitata a votare dopo aver lasciato il proprio incarico nella Figc.
Il possibile conflitto che riguarda Luciano Buonfiglio
È proprio questo precedente ad aprire un ulteriore interrogativo sulla composizione della Giunta. Se il criterio del conflitto di interessi venisse interpretato in senso molto ampio, potrebbe essere preso in considerazione anche il rapporto professionale del figlio di Luciano Buonfiglio con la Kings League Italia.
Marco Buonfiglio è infatti direttore commerciale della competizione ideata da Gerard Piqué, che opera al di fuori del sistema federale e che in passato ha avuto diversi contrasti con la Lega Dilettanti. Il punto di frizione riguardava soprattutto la partecipazione di calciatori di Serie D ed Eccellenza alla Kings League: diverse società avevano espresso la propria contrarietà, preoccupate per possibili infortuni, stanchezza e distrazione dei propri tesserati.
Alcuni club erano arrivati anche a interrompere i rapporti con i giocatori che partecipavano al torneo parallelo. La Lega Dilettanti rappresenta inoltre la componente della Figc maggiormente legata alla tutela del calcio di base ed è la più numerosa all’interno del Consiglio federale.
La carriera di Marco Buonfiglio è separata da quella del padre
Il rapporto professionale di Marco Buonfiglio con la Kings League non implica però, di per sé, un suo coinvolgimento nelle vicende del Coni o della Federcalcio. Il manager ha una carriera internazionale autonoma: per oltre otto anni ha lavorato per Red Bull e ha seguito le attività di marketing di diversi eventi, tra cui i Mondiali di canoa disputati a Milano nel 2015.
Il suo percorso professionale è quindi distinto da quello del padre. La questione riguarda piuttosto l’opportunità di valutare anche questo elemento in una fase nella quale il possibile conflitto di interessi è diventato uno dei temi centrali in vista delle decisioni della Giunta.
