Il decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre rinvia al 2027 il contributo per l’acquisto dei libri di testo alle famiglie in Italia. L’agevolazione, prevista dalla Legge di Bilancio dello scorso anno, non è mai partita. Il provvedimento, emanato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 30 settembre, modifica anche i requisiti economici, le classi ammesse e la gestione del sostegno. L’avvio del bonus libri slitta dunque di un anno rispetto al 2026. Il governo aveva già comunicato la novità dopo il Consiglio dei ministri del 24 settembre, annunciando un incremento delle risorse per la gratuità totale o parziale dei testi scolastici e, dal 2027, un fondo per i contributi erogati direttamente alle famiglie.
La soglia Isee e le classi ammesse al bonus libri
Il limite dell’indicatore della situazione economica equivalente passa da 30mila a 40mila euro: potranno accedere al beneficio le famiglie con un Isee non superiore alla nuova soglia. Si amplia così la platea sotto il profilo economico, ma cambia anche il perimetro delle classi per le quali sarà possibile richiedere il contributo.
Il decreto-legge n. 170 del 2026 supera infatti la precedente destinazione ai libri degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Il sostegno potrà essere richiesto per gli alunni delle classi prime delle medie e delle classi prime e terze delle superiori.
La dotazione finanziaria, invece, resta invariata: il fondo dispone di 20 milioni di euro annui a partire dal 2027. L’aumento della soglia Isee non è quindi accompagnato da una modifica delle risorse assegnate a questa agevolazione.
La gestione passa all’Istruzione, atteso il decreto attuativo
La responsabilità del contributo passa dal ministero dell’Interno al ministero dell’Istruzione e del Merito. Il decreto scuola elimina inoltre il coinvolgimento dei Comuni nell’erogazione: il bonus sarà corrisposto direttamente alle famiglie.
Gli aspetti operativi devono ancora essere definiti. Per conoscere l’importo del sostegno e le modalità di presentazione della domanda occorrerà attendere il decreto attuativo, che sarà emanato dal ministero dell’Istruzione e del Merito.
I rincari dei libri e le richieste dei consumatori
Le modifiche arrivano dopo il dibattito sui prezzi dei testi, riemerso anche il mese scorso con l’avvio dell’anno scolastico. «I libri scolastici rincarano del 2,3% rispetto al 2025, non più del solito», ha affermato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, contestando però l’aumento della spesa effettiva sostenuta dalle famiglie.
Secondo Dona, il ministro Valditara ha portato quest’anno dal 15% al 20% la possibilità per le scuole secondarie di primo e secondo grado di superare il tetto di spesa. Un incremento di un terzo che, rispetto agli importi previsti nei decreti, comporta a suo giudizio un aumento aggiuntivo del 4,35% rispetto allo scorso anno.
Dona ha criticato anche il ricorso ai libri «consigliati», uno stratagemma che, secondo il presidente dell’associazione, la stragrande maggioranza delle scuole adotta da anni per aggirare i limiti, presentando come facoltativi testi che le famiglie acquistano comunque. In alcune scuole, ha denunciato, i rincari di questi volumi sono doppi rispetto a quelli obbligatori e gli superamenti dei tetti vanno anche oltre il 50%, pur nel rispetto formale del costo massimo.
Il Codacons ha osservato che le agevolazioni fiscali per la frequenza scolastica escludono i libri e la cancelleria acquistati autonomamente, una spesa che in Italia può raggiungere 1.300 euro a studente. L’associazione considera paradossale questa esclusione: non sono consumi facoltativi, ma acquisti necessari per seguire le lezioni e assolvere all’obbligo scolastico.
Il Codacons ha chiesto al governo di estendere, con la prossima Manovra economica, la detrazione Irpef del 19% agli acquisti documentati di libri di testo, quaderni, cancelleria, materiale tecnico e artistico e strumenti didattici richiesti dagli istituti scolastici.
