“Il centrodestra può dare un insegnamento ai liberali, ai riformisti che nel campo largo, soprattutto per quello che riguarda le libertà economiche, tutto quello che riguarda il futuro di questo Paese. È un insegnamento per tutti. Non ho l’ambizione di essere presidente di Forza Italia sono stato eletto vice segretario l’anno scorso, ho quattro anni davanti a me. Proprio perché sono libero di pensare e dire queste cose senza personali ambizioni, lo faccio con convinzione. Vorrei un partito e anche una coalizione di centrodestra che non avessero timore di discutere di temi che riguardano la libertà sessuale. A volte vedo che anche nel centrodestra si abbia qualche timidezza. Credo che questo atteggiamento porti a guardare a Forza Italia, al centrodestra, da parte dei giovani come a un partito o a una coalizione ingiallita. Non è così. Molti giovani vorrebbero votare Forza Italia, vorrebbero votare il centrodestra, però forse hanno la sensazione che si tratti di formazioni politiche conservatrici, non al passo con i tempi. Avere un approccio più libero nella conversazione pubblica su questi temi credo che possa far bene non solo a Forza Italia, ma a tutto il centrodestra. Io ho stima di tutti i riformisti, anche di Calenda. Ho visto che c’era Marattin qui, ho stima di tutti quelli che condividono l’approccio riformista liberale, che mi pare essere assolutamente necessario. Poi è chiaro che ciascuno fa le proprie scelte, ma Forza Italia avrebbe, secondo me, il compito di chiamare a rapporto tutti quelli che vogliono lavorare insieme per rafforzare questa parte della politica che purtroppo non ha un’offerta politica fortemente rappresentata,
Un anno per seguirci a questo, un anno che secondo me serve soprattutto a sgonfiare il generale Vannacci, che è più che un fenomeno politico, è un fenomeno mediatico. Quanto al voto, è bene aspettare un anno, si possono fare altre riforme, come quelle del bollo auto, così come può essere utile per sgonfiare il fenomeno Vannacci”. Lo ha dichiarato il vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto a margine della presentazione del suo libro “Il coraggio di governare” a Roma.