Il caso Regeni continua ad alimentare lo scontro politico dopo la sentenza della Corte d’Assise di Roma. Da una parte Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista, ha rivolto un duro attacco al ministro degli Esteri Antonio Tajani, criticandone le dichiarazioni sul verdetto. Dall’altra Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, ha difeso l’operato del governo e definito strumentali le polemiche dell’opposizione.
L’attacco di Davide Faraone a Tajani
Intervenendo a “L’aria che tira”, Faraone ha accusato Tajani di aver danneggiato l’immagine dell’Italia con le sue parole sulla vicenda. “La vicenda Regeni conferma che ogni volta che Antonio Tajani apre bocca, l’Italia fa una figuraccia nazionale e internazionale”, ha dichiarato. Il vicepresidente di Iv-Casa Riformista ha poi definito quelle del ministro “le parole di un ministro bollito”, arrivando a sostenere che “prima se ne va a casa, meglio è”.
Le critiche sulla sentenza Regeni
Secondo Faraone, il ministro avrebbe mostrato di non rispettare una decisione giudiziaria particolarmente attesa dalla famiglia Regeni e dall’opinione pubblica italiana. “Stupisce che un ministro della Repubblica dimostri di non rispettare una sentenza, come quella su Regeni, che era così attesa dalla famiglia e nel Paese, e che è stata emessa in nome del popolo italiano”, ha affermato.
La sentenza di primo grado ha condannato a dieci anni tre 007 egiziani per il sequestro di Giulio Regeni, mentre un quarto imputato è stato assolto. Le motivazioni dovranno essere depositate entro 90 giorni. Faraone ha aggiunto che bisognerà capire come la decisione giudiziaria verrà applicata, ma ha sostenuto che il governo Meloni, nonostante i propri “roboanti proclami sovranisti”, si sarebbe piegato a determinati interessi.
Il confronto con il caso Almasri
Nel suo intervento, Faraone ha distinto la necessità di mantenere relazioni con l’Egitto dalla possibilità, a suo giudizio, di cedere a interessi che non vengono dichiarati. “Un conto è avere dei rapporti con l’Egitto, un altro piegarsi a interessi inconfessabili”, ha detto.
Il vicepresidente di Iv-Casa Riformista ha quindi accostato la situazione al caso Almasri, sostenendo che anche in quella vicenda persone che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero dovuto essere perseguite sarebbero invece state riportate nel proprio Paese con un aereo.
Gelmini difende Tajani
Di segno opposto la posizione di Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, intervenuta a Sky Start. La parlamentare ha definito “totalmente fuori luogo” gli attacchi dell’opposizione al ministro Tajani e ha difeso la linea scelta dall’esecutivo.
“Giorgia Meloni ha espresso con chiarezza la posizione del governo”, ha affermato Gelmini, secondo cui la polemica sarebbe “totalmente pretestuosa” e priva di una “postura istituzionale”. A suo giudizio, infatti, chi è all’opposizione può criticare più facilmente, mentre chi ricopre incarichi di governo deve tutelare quello che considera l’interesse nazionale.
Il rapporto con l’Egitto e gli altri casi aperti
Gelmini ha richiamato anche altre questioni che, secondo lei, rendono necessario mantenere aperti i rapporti con il Cairo. Tra queste ha citato la vicenda di Nessy Guerra, oltre alla crisi in Medio Oriente e al tema dell’immigrazione. La senatrice ha sottolineato che non sarebbe dimostrato che l’interruzione delle relazioni con l’Egitto possa portare alla verità e alla giustizia nel caso Regeni. Ha quindi ribadito l’importanza di arrivare a una sentenza definitiva, invitando però a considerare il lavoro diplomatico portato avanti dal governo.
La vicenda di Nessy Guerra è stata collegata al caso Regeni anche nelle cronache degli ultimi giorni: la 27enne italiana si trova in Egitto dopo una condanna a sei mesi per adulterio e ha raccontato di temere possibili ripercussioni legate all’esito del processo romano.
Per approfondire: “Parole indecenti”: l’opposizione chiede la presenza in Aula di Tajani dopo le parole su Regeni
