Il procedimento per la strage sul lavoro di Brandizzo arriva oggi all’udienza preliminare nel tribunale di Ivrea, dopo tre anni di indagini. La procura piemontese ha chiesto il rinvio a giudizio di 21 persone, tra dirigenti aziendali e societari, e delle società Rfi, Sigifer e Clf, coinvolte in qualità di persone giuridiche.
Tra le persone per le quali è stato richiesto il processo figura Giampiero Strisciuglio, ex amministratore delegato di Rfi e oggi amministratore delegato del Gruppo Fs Italiane. Davanti al giudice dell’udienza preliminare Mauro Cantone, l’accusa sarà sostenuta dalle pm Valentina Bossi e Giulia Nicodemi, coordinate dalla procuratrice Gabriella Viglione.
Brandizzo udienza preliminare Rfi, contestazioni sicurezza e ingresso sui binari
Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo, oltre alle contestazioni relative alla normativa sulla sicurezza sul lavoro. Secondo la tesi della procura, le responsabilità non sarebbero circoscritte ai minuti precedenti all’arrivo del convoglio: ci sarebbe una più ampia catena di presunte omissioni e carenze nella prevenzione, nel coordinamento, nella vigilanza e nella formazione.
Per l’accusa, gli operai furono fatti entrare sulla linea quando la circolazione ferroviaria non era ancora stata formalmente interrotta. La squadra doveva eseguire lavori di manutenzione nei pressi della stazione di Brandizzo, nel Torinese. Poco prima di mezzanotte i lavoratori si trovavano già sui binari quando sopraggiunse un treno senza passeggeri.
Nell’incidente, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, morirono Kevin Laganà, 22 anni, Michael Zanera, 34, Giuseppe Sorvillo, 43, Saverio Giuseppe Lombardo, 53, e Giuseppe Aversa, 49. Erano dipendenti della Sigifer, società subappaltatrice di Rfi.
Il Comune e i sindacati tra le parti civili
L’udienza affronterà anche le costituzioni di parte civile. Il Comune di Brandizzo e l’associazione Sicurezza e Lavoro hanno già annunciato la loro presenza nel procedimento. Anche Fillea e Filt Cgil si costituiranno parte civile.
La Uil si è unita ieri: la procedura verrà attivata già oggi, a nome dello stesso segretario generale dell’organizzazione. Il mandato è stato affidato all’avvocato Roberto De Vita. Il suo studio legale ha già svolto per la confederazione di via Lucullo una ricerca approfondita sul rapporto tra amministrazione della giustizia e tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le difficoltà degli spazi e delle copie digitali
Gli accertamenti della procura di Ivrea si sono svolti in una situazione di cronica carenza di personale e mezzi. Il palazzo di giustizia non dispone di spazi adeguati al numero degli accusati e delle persone offese: per l’udienza sarà allestito un collegamento audio e video in due aule dell’edificio.
Il fascicolo comprende 12 faldoni più 2 di intercettazioni. Per consentire alle parti di acquisire le copie digitali, la procura ha chiesto l’intervento di esperti informatici. Secondo Sky TG24, la quantità dei dati è risultata di 84 terabyte, superiore alla capacità delle normali chiavette in commercio.
Gli avvocati che si sono rivolti alle ditte del settore per ottenere un dispositivo idoneo hanno ricevuto indicazioni di costo comprese tra 14mila e 24mila euro. Alcuni hanno rinunciato.
