“Nell’era dell’Intelligenza artificiale sono il lavoro e l’intelligenza delle persone che devono rimanere al centro di questi processi. Del resto, già oggi l’alimentazione dell’Intelligenza artificiale, cioè dei dati, nasce dallo sfruttamento del lavoro di milioni di persone in giro per il mondo”. Ad affermarlo il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, a Milano per le celebrazioni del 120esimo anniversario del sindacato. “Al centro deve rimanere la persona, e non il mercato e il profitto”, ha proseguito Landini. Con la “concentrazione di conoscenze, e quindi di potere, in mano a pochi, e cioè nel mondo occidentale pochi grandi privati”, si corre il rischio che “il mercato e il capitalismo vogliano in qualche modo sostituirsi alla politica, agli Stati, vogliano essi stessi farsi Stato e politica. E questo diventa un elemento di minaccia della democrazia, perché mette in discussione la partecipazione e toglie qualsiasi ruolo e spazio democratico alla maggioranza del mondo, che è fatta di persone che per vivere hanno bisogno di lavorare”. A detta di Landini, “stiamo assistendo in molti casi a una svalutazione del lavoro senza precedenti e al tentativo di organizzare il lavoro in modo che la persona torni a essere una merce qualsiasi che può essere comprata e venduta”.