A quasi vent’anni dal tragico 13 agosto 2007, il caso Garlasco riferito all’omicidio di Chiara Poggi è a un altro punto di svolta. La Procura di Pavia ha ufficialmente chiuso per la seconda volta le nuove indagini a carico di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, ribaltando la prospettiva investigativa originaria e aprendo a scenari processuali clamorosi che si affiancano alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Il delitto di Garlasco e l’indagine su Alberto Stasi
Il 13 agosto 2007, la 26enne Chiara Poggi viene trovata senza vita nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia, colpita a morte con un oggetto contundente. A dare l’allarme è il fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi, studente della Bocconi. Il 24 settembre 2007: Stasi viene fermato a causa di alcune tracce di DNA sui pedali della sua bicicletta, ma il gip lo rimette subito in libertà per insufficienza di prove.
Stasi viene assolto in primo e in secondo grado il 17 dicembre 2009 e 6 dicembre 2011. La Cassazione però il 18 aprile 2013 annulla l’assoluzione bis e ordina un nuovo processo d’appello presso la Corte d’Assise d’Appello di Milano. Arriva la condanna definitiva a 16 anni di reclusione per Stasi, che si costituisce nel carcere di Bollate (attualmente in regime di semilibertà) il 17 dicembre 2014 e 12 dicembre 2015.
La pista alternativa: spunta il nome di Andrea Sempio
Mentre Stasi sconta la pena, l’attenzione degli inquirenti si sposta su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, Marco Poggi. Già al centro di una prima inchiesta nel 2017 e archiviata, la posizione di Sempio viene riaperta nel marzo del 2025 a seguito di nuovi accertamenti sul profilo genetico isolato sotto le unghie della vittima.
L’inchiesta si snoda tra perquisizioni, sequestri di pc e telefonini, e verifiche sui canali della zona (come il dragaggio nel canale di Tromello). Nel dicembre del 2025, l’incidente probatorio sulla perizia genetica di Denise Albani riaccende lo scontro tra i periti sulla compatibilità del DNA con la linea maschile della famiglia Sempio.
Il movente e le nuove consulenze sul caso Garlasco
Tra la primavera e l’estate del 2026, il cerchio intorno a Sempio si stringe ulteriormente. La Procura di Pavia ad aprile 2026 notifica a Sempio un invito a comparire, ritenendolo autore materiale ed esclusivo del delitto, commesso – secondo l’accusa – “per un rifiuto” dopo un approccio sessuale. Un movente definito “fantasmagorico” dai legali dell’indagato.
A maggio 2026 vengono ascoltati come testimoni i familiari, tra cui le cugine Stefania e Paola Cappa e il fratello della vittima, Marco Poggi, a cui vengono fatte ascoltare intercettazioni ambientali in cui Sempio parla da solo in auto.
Infine, oggi, la Procura di Pavia chiude formalmente la seconda tranche di indagini. Nel fascicolo confluiscono le nuove consulenze chiave: dalle misurazioni antropometriche del piede firmate da Cristina Cattaneo alla nota sull’impronta di scarpa (modello Frau taglia 42) ritenuta compatibile con la misura dell’indagato, fino agli approfondimenti sul DNA e sui pedali della bicicletta.
