Questa mattina, alle 8, in tutti i distributori Eni sul territorio nazionale è scattato il tetto al prezzo dei carburanti, che il colosso dell’energia ha fissato di sua iniziativa a 2.19 euro al litro per il gasolio e a 1.99 euro al litro per la benzina. Il price cap sarà applicato per un periodo iniziale di 30 giorni, con possibilità di estenderlo fino a fine 2026. Grande soddisfazione da parte dei consumatori: “Ringraziamo Eni per esserci venuta incontro, perché il prezzo era insostenibile”, commenta un signore dopo aver effettuato rifornimento al distributore di viale Porpora, a Milano, dove fin dalle 8 si sono registrate lunghe code. “È una manovra giusta che va incontro ai cittadini, una bella iniziativa, un bel passo in avanti, quindi siamo tutti contenti”, aggiunge un signore, in attesa di fare carburante allo stesso distributore. Ciononostante, c’è chi chiede uno sforzo aggiuntivo da parte della compagnia, anche considerando che, in media, la riduzione di prezzo ammonta a 17 centesimi a litro: “Se la benzina la fai ogni giorno, 17 centesimi sono un po’ di soldi, ma il costo è sempre troppo elevato”, osserva un giovane, “però è meglio di niente, quindi non ci lamentiamo”. Sulla stessa linea un signore, che ritiene “i prezzi sempre troppo alti considerando quello che costa effettivamente la raffinazione”. A suo dire, “il prezzo non è equo: potrebbero abbassarlo molto di più, anche se ci sono le accise da pagare. Credo che già 1.4 euro al litro sarebbe più che sufficiente”. Un po’ tutti riconoscono, comunque, che si tratta di un primo segnale per venire incontro alle esigenze dei consumatori, una prima iniziativa che ha già spinto Ip, controllata dall’azienda azera Socar, ad annunciare una misura analoga: “Sarebbe meglio che pian piano lo facessero un po’ tutti”, commenta una giovane in coda alla stazione Eni di viale Porpora, “non dico di tornare a quando costava 1.4 o 1.5 euro al litro, però scendere un minimo sì… Anche perché la benzina prima o poi finirà nei distributori Eni, perché oggi siamo tutti qua: c’è una fila infinita!”