Un ragazzo come tanti, con la passione per il computer, i videogiochi e le scarpe da ginnastica, diventato in pochi anni uno dei Santi più conosciuti al mondo. Questa sera Canale 5 manda in onda in prima serata Il mio nome è Carlo, il film con Samuele Carrino e Lucia Mascino che racconta la storia di Carlo Acutis, scomparso nel 2006 a soli 15 anni per una leucemia fulminante.
Ma perché un adolescente è stato proclamato Santo dalla Chiesa?
La risposta non sta in gesti eclatanti, ma nella normalità con cui Carlo ha vissuto la sua fede. Nato nel 1991 e cresciuto a Milano, usava le sue doti informatiche per creare siti dedicati alla religione e, allo stesso tempo, destinava i suoi risparmi e il suo tempo libero per aiutare i senzatetto della città.
Per la Chiesa cattolica, però, la popolarità non basta per salire agli altari. Il percorso verso la santità è lungo e richiede regole severe. Prima si analizza la vita della persona, per verificare che abbia vissuto con coerenza i valori cristiani. Poi servono le prove scientifiche sui miracoli.
Nel caso di Carlo, i casi presi in esame sono stati due. Il primo ha riguardato un bambino brasiliano guarito improvvisamente da una grave malformazione al pancreas. Il secondo ha visto protagonista una ragazza della Costa Rica che, dopo un terribile incidente in bicicletta a Firenze e un gravissimo trauma cranico, si è ripresa in modo inspiegabile per i medici mentre la madre pregava sulla tomba di Carlo ad Assisi.
In entrambi i casi, una commissione di medici e teologi ha certificato che quelle guarigioni non avevano una spiegazione scientifica. Per la teologia non è stato Carlo a fare i miracoli, ma la sua intercessione.
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Il film in onda questa sera 27 settembre
L’aspetto che muove la trama del film parte dal legame con la madre Antonia, interpretata da Lucia Mascino, la cui prospettiva di vita cambia radicalmente proprio grazie all’esempio del figlio.
Attorno a loro si muove la sfera degli affetti più cari, il padre Andrea, a cui presta il volto Flavio Parenti, e Rajesh (Brayan Palliyagoda), il giovane accolto in casa che con Carlo stringe una profonda sintonia umana. A tirare le fila di questo mosaico di relazioni c’è Samuele Carrino, reduce dal successo de Il ragazzo dai pantaloni rosa.
