Il primo segnale era arrivato da Eni. Ora si muove anche Ip. Mentre il diesel in autostrada viaggia ormai a pochi centesimi dalla soglia dei 2,50 euro al litro, Socar ha deciso di mettere un limite ai prezzi di benzina e gasolio venduti in Italia dalla controllata Italiana Petroli. Il tetto sarà introdotto progressivamente, a partire proprio dalla rete a marchio Ip.
L’annuncio è arrivato domenica 27 settembre, nel pieno di una nuova giornata di rincari. Socar, la compagnia energetica azera che a maggio ha completato l’acquisizione di Ip da Api Holding, spiega di voler così «rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia». Il limite, almeno in una prima fase, riguarderà la rete Ip e sarà accompagnato da un sostegno ai gestori e agli altri partner della società.
Non sono ancora state comunicate le cifre massime che verranno applicate. Il dato politico ed economico, però, è già evidente: la scelta di Eni comincia a fare scuola.
Da lunedì il tetto Eni, poi toccherà a Ip
Da lunedì 28 settembre, infatti, nelle stazioni Eni ed Enilive il prezzo non potrà superare 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel. Il limite sarà applicato sia al self service sia al servito e resterà inizialmente in vigore per trenta giorni.
La risposta di Ip arriva proprio alla vigilia della partenza della misura e apre uno scenario nuovo. Se altri operatori decidessero di seguire la stessa strada, la corsa al ribasso potrebbe spostarsi direttamente sui tabelloni dei distributori, con le grandi compagnie chiamate a contendersi gli automobilisti anche sul prezzo massimo praticato.
A spiegare la rapidità con cui il mercato si sta muovendo bastano i numeri. Secondo l’Osservatorio del Mimit, domenica la benzina self sulla rete stradale nazionale costa in media 2,159 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato a 2,377 euro, venti millesimi in più rispetto a sabato.
Ancora più pesante il conto in autostrada: 2,254 euro per la benzina e 2,459 euro per il diesel. La soglia dei due euro e mezzo, fino a poco tempo fa eccezionale, è ormai a quattro centesimi di distanza.
Il caro-pieno accende la protesta: anche i tassisti verso lo sciopero
E mentre le compagnie provano a mettere un argine ai listini, cresce la protesta di chi con benzina e gasolio lavora ogni giorno. Dopo gli autotrasportatori, anche i tassisti minacciano di fermarsi.
«Attendiamo risposte dal governo e dai Comuni», ha spiegato all’ANSA Lorenzo Bittarelli, presidente di itTaxi. Senza una convocazione, ha avvertito, l’alternativa potrebbe essere lo sciopero. Federtaxi Cisal chiede invece misure concrete, dalla riduzione delle accise a un aumento del credito d’imposta.
Nel giro di pochi giorni, così, il caro-carburanti è uscito dai soli tabelloni delle pompe. Da una parte ci sono i prezzi che continuano a correre, dall’altra le categorie che chiedono aiuto e, in mezzo, le compagnie che iniziano a muoversi da sole. Eni ha fatto la prima mossa. Ip ha risposto. Ora resta da vedere quanti decideranno di seguirle.
