Lorenzo Cherubini compie oggi, 27 settembre, 60 anni, dopo un’estate trascorsa tra palchi, bicicletta e viaggi, conclusa musicalmente al Circo Massimo di Roma. “I 60 anni? Non ci penso proprio”, aveva detto alla vigilia del finale del Jova Summer Party, andato in scena il 12 e 13 settembre. Festeggiare, aveva spiegato, è il suo mestiere da quando aveva 16 anni.
Alla domanda sulla nostalgia per gli anni Novanta, Jovanotti ha risposto di non sentirsi “un artista generazionale”. E al richiamo al premio Tenco alla carriera che gli era stato proposto ha replicato: “La mia carriera è all’inizio”.
Dagli esordi al rifiuto dei concerti celebrativi
Il percorso comincia alla fine degli anni Ottanta, con il cappellino da baseball, i pantaloni larghi e la consolle. Il rap è ancora lontano dall’essere considerato parte del pop italiano. Arrivano poi Ciao mamma, Ragazzo fortunato, Serenata rap e L’ombelico del mondo; negli anni successivi, tra le altre, A te, Le tasche piene di sassi e Sabato.
In quasi quarant’anni di musica cambiano il suono, la scrittura e il modo di stare sul palco. Dagli esordi nelle discoteche, Cherubini passa alla canzone d’autore, sperimenta con il rap e le musiche del mondo, scrive ballate tra le più popolari della musica italiana. La trasformazione riguarda anche gli spettacoli, che si allontanano progressivamente dalla forma del concerto tradizionale.
Il rifiuto della celebrazione riguarda una scelta precisa: niente tournée dedicate a un vecchio album, niente feste a tema anni Novanta. Jovanotti ha detto che preferirebbe smettere piuttosto che costruire uno spettacolo interamente intorno a un disco di quel periodo. Il repertorio passato rimane nei concerti, ma non diventa l’unico motivo per tornare sul palco.
Il Circo Massimo e il ritorno in bicicletta a Roma
Il pubblico del Jova Summer Party ha riunito al Circo Massimo generazioni diverse: persone cresciute con L’ombelico del mondo, famiglie e ragazzi arrivati molti anni dopo. L’appuntamento conclusivo è stato costruito più come un festival che come un semplice concerto, proseguendo il percorso che ha portato il cantante anche agli spettacoli sulle spiagge.
Il rapporto con i luoghi delle origini ha avuto una tappa concreta poco prima del finale romano. Dopo circa 2mila chilometri percorsi in bicicletta durante il JovaGiro, Cherubini è tornato a Roma.
Nella città ha pedalato per altri 60 chilometri, attraversando i luoghi della sua vita: le scuole, la parrocchia, Piazza Navona, Piazza del Popolo e San Pietro.
