La costruzione del campo progressista in Italia rischia di essere frenata da un dibattito troppo concentrato sulla leadership: è il pericolo che Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ha richiamato spiegando di segnalarlo da molti mesi. Rispondendo a una domanda sul metodo per scegliere il leader del campo largo, a livello locale e nazionale, ha ribadito: «Avs non ha un piano B, ha un solo piano A che è quello di mettere al centro le questioni programmatiche».
Le parole di Fratoianni
Per il campo progressista, dunque, la priorità indicata da Fratoianni riguarda i contenuti. Quanto alle primarie, il segretario le ha definite «uno strumento», che non va né idolatrato né demonizzato.
La scuola è stata un altro tema affrontato a margine di «Milano 2027. Uscire dai margini». Fratoianni ha commentato lo striscione contro il decreto scuola appeso fuori dalla primaria Daneo di Genova: «Qui nessuno è straniero». Dalle bambine, dai bambini e dai docenti, ha sostenuto, arriva una lezione per Giorgia Meloni e per quella che ha definito «la sua propaganda cattiva sulla pelle dei bambini e della scuola».
«Hanno tolto uno striscione e poi lo hanno rimesso, ne verranno appesi molti altri», ha aggiunto, sostenendo che sarà l’Italia a respingere quella propaganda, da lui giudicata inutile e sbagliata.
La questione legata al fisco
Sul fisco, Fratoianni ha letto negli ultimi dati Irpef la conferma di un sistema profondamente ingiusto: evasione, elusione, lavoro nero, scaglioni poco progressivi, tassa piatta e drenaggio fiscale lascerebbero quasi tutto il peso su dipendenti e pensionati, che pagano fino all’ultimo centesimo. Una situazione che ha definito insostenibile per le casse dello Stato, sempre più in difficoltà, e non migliorata con il governo Meloni.
Il leader di Avs ha criticato i condoni, i favori ai furbetti, l’aumento del tetto al contante e le ingiustizie della tassa piatta e del drenaggio fiscale per i dipendenti. Ha denunciato l’inflazione in salita, il costo della vita alle stelle e gli stipendi fermi: per lavoratori e famiglie, ha sostenuto, la pressione fiscale è la più alta da oltre dieci anni e la perdita di potere d’acquisto equivale a una mensilità annua.
Le proposte sono una riforma progressiva dell’Irpef, stipendi più alti con adeguamento automatico al costo della vita, pagamenti elettronici e maggiori controlli contro evasione ed elusione: interventi che, secondo Fratoianni, Meloni ha scelto di non fare, condannando il Paese.
