Annalisa debutterà a San Siro a giugno 2027, con un concerto che sarà la sua unica data dell’anno. La cantante, 41 anni, sta già raccogliendo le idee per un appuntamento che vuole «indimenticabile e irripetibile». Prima arriverà «Amica», registrata insieme a Madame: il brano uscirà il 25 settembre e sarà il primo singolo dell’album dal vivo «Ma io sono fuoco», atteso il 9 ottobre.
La canzone ha il tono di uno sfogo rivolto a un’amica. «Qui, con la voce di Madame, finalmente risponde e completa il tutto», ha spiegato Annalisa in un’intervista al Corriere della Sera. Le relazioni personali entrano nella sua scrittura: un’amica si è riconosciuta proprio in un passaggio del brano.
Le amicizie di Carcare e il matrimonio con Francesco Muglia
Le amicizie sono poche, soprattutto antiche, e Annalisa le considera essenziali. Molte risalgono a Carcare, in provincia di Savona, il paese dove è cresciuta, e a legami fra famiglie, con le nonne che si conoscevano. Le coltiva con cura, tanto più perché la popolarità rende difficile costruirne di autentiche. Nel descriversi si definisce estrema: «Ma con loro il rapporto è quasi ossessivo. Mi aiutano ad andare avanti nella vita».
Gli amici reagiscono diversamente alla sua notorietà: «Qualcuno vive con divertimento l’attenzione attorno a me, altri con più fatica e tendono a proteggermi, quasi anche con i movimenti del corpo». Fuori dal lavoro, invece, cerca la possibilità di non stare al centro: le piace stare in compagnia e parlare poco. Per questo non ama l’idea di condividere anche la vita quotidiana con il gruppo di lavoro.
Il matrimonio con Francesco Muglia, dirigente del settore crociere sposato nel 2023, ha insieme complicato e regolarizzato le sue abitudini. «Prima ero una zingara che dormiva in mille posti, adesso sono più organizzata con le soluzioni abitative. Ho una casa a Milano e una a Genova», ha raccontato. Anche il marito viaggia molto: quando lo segue, finisce per essere in giro persino più di quando era sola.
Il legame fra la vita e la musica risale alla prima canzone, «Ombre», scritta nella sua cameretta. Era legata a una tragedia accaduta a un bambino che conosceva: un evento che per lei segnò la fine dell’infanzia, «di quell’età dell’oro in cui tutto ti sembra perfetto».
Le idee per San Siro e i limiti all’intelligenza artificiale
La preparazione del concerto passa anche dagli appunti su altri spettacoli. Del tour di Taylor Swift l’ha colpita la comunità costruita attorno alla musica e il fatto che il concerto «fosse anche un’esperienza collettiva fatta di condivisioni, emozioni, ricordi, svago e riflessione». È un riferimento che accompagna le idee per il debutto nello stadio.
Sull’intelligenza artificiale, invece, i confini sono netti. Annalisa non pone divieti per gli elementi visivi, ma ne esclude l’impiego creativo: quell’uso la fa arrabbiare. Non lo considera però una minaccia al proprio lavoro: «Non mi spaventa perché non mi sembra di poter essere sostituita nel mio percorso creativo». La sua ricerca resta quella di «essere imprevedibile, magari anche imperfetta, ma fare qualcosa che sia solo mia».
Quanto al futuro, si sforza di non immaginarsi, per evitare aspettative e condizionamenti. La morte, al contrario, la spaventa moltissimo: «Mi spiace proprio l’idea dello sparire, non la vivo bene… Vorrei continuare a conoscere persone e fare esperienze in eterno».
La prospettiva di ritirarsi dalla musica è diversa. Come artista non teme di sparire in senso assoluto e vorrebbe, a un certo punto, lasciare i ritmi intensi della musica e della vita di oggi, senza aspettare l’anzianità. «Bisogna fare le cose bene e soprattutto con un motivo. Se non c’è quello meglio non fare, un bel tacer non fu mai scritto», ha affermato.
