La difesa di Massimo Bossetti porterà davanti al Tribunale di Bergamo la richiesta di nuovi esami sul giubbotto e sulla felpa di Yara Gambirasio nell’incidente di esecuzione fissato per il prossimo 5 ottobre. Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne. L’iniziativa riguarda la lettura dei risultati di alcuni test effettuati sugli indumenti durante le indagini.
Gli esami sugli abiti e le contestazioni dei consulenti
Secondo l’avvocato Claudio Salvagni, gli accertamenti avrebbero evidenziato la presenza di liquido seminale maschile, ma i risultati non sarebbero stati valorizzati e nelle relazioni ufficiali sarebbero stati indicati come negativi. Il legale e il genetista forense Marzio Capra illustrano il materiale visionato dopo l’accesso ai reperti disposto dai giudici nel servizio di Luigi Pelazza, firmato da Riccardo Festinese, per la puntata di Le Iene in onda giovedì 24 settembre su Italia 1.
Tra i documenti esaminati ci sarebbero fotografie ad alta definizione, mai mostrate prima, di cinque test rapidi antigene-anticorpo eseguiti su diverse porzioni del giubbotto e della felpa. Capra contesta la classificazione come negativi di alcuni risultati che, a suo giudizio, presenterebbero segnali compatibili con una positività.
“Qualsiasi scienziato forense avesse ottenuto questo risultato avrebbe dovuto catalogarlo come positivo o comunque da approfondire”, sostiene il genetista. Per Capra, anche un test sulla felpa mostrerebbe una positività debole, che potrebbe essere compatibile con i mesi trascorsi dagli indumenti all’aperto, esposti a pioggia, gelo e intemperie.
Il consulente contesta anche la valutazione opposta: in altri casi sarebbero stati indicati risultati positivi o debolmente positivi senza segnali, a suo giudizio, altrettanto evidenti.
La richiesta di nuovi accertamenti e il passaggio in tribunale
La difesa chiede di ripetere gli esami sui reperti con le tecnologie oggi disponibili. “Per noi è fondamentale ripetere e approfondire questi test”, spiega Marzio Capra. Secondo il consulente, gli strumenti attuali sarebbero più precisi e sensibili di quelli utilizzati durante le prime indagini: su questa valutazione si fonda la richiesta di ulteriori verifiche tecnico-scientifiche.
L’iniziativa si inserisce nella battaglia giudiziaria condotta negli ultimi anni dai legali di Bossetti per ottenere nuovi esami sui reperti e sui campioni biologici del caso di Yara. Dopo l’accesso al materiale, la difesa aveva già depositato nel giugno 2026 un’istanza alla Corte d’Assise di Bergamo, chiedendo l’autorizzazione a svolgere nuovi accertamenti tecnico-scientifici.
L’appuntamento del 5 ottobre porterà davanti ai giudici anche gli elementi relativi ai test sugli abiti della tredicenne. Bossetti sta scontando l’ergastolo e la condanna è definitiva.
Yara Gambirasio era scomparsa il 26 novembre 2010. Il suo corpo è stato ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola, nel Bergamasco.
