Francesca Pascale critica l’attuale assetto del centrodestra e rivendica la scelta di non tesserarsi più a Forza Italia dopo la morte di Silvio Berlusconi. «Non mi sono mai allontanata dal partito, ma ho deciso di non tesserarmi più da quando non c’è stato più Berlusconi», spiega, ricordando il ruolo dell’ex premier come «valore portante» e federatore della coalizione.
«Non c’è più un federatore del centrodestra che si impegna a essere unito. Ognuno va dal proprio io, dal proprio bacino, e facciamo fatica a sentirci veramente centrodestra», osserva Pascale, secondo cui manca oggi una «casa come la Casa delle Libertà».
Critica anche verso la gestione del dissenso: “Chi dissente non si può definire disertore. È qualcuno che vede gli errori e cerca di elaborarli e risolverli”. E aggiunge: “Non siamo d’accordo con una linea che è più di comando che di convincimento”. Poi: “Tajani comanda, non governa. Io ho bisogno di essere ispirata e guidata, non comandata”.
Pascale rivendica infine il proprio impegno sui diritti civili: “Mi hanno fatto fuori, tra virgolette, perché era troppo parlare di diritti civili nel centrodestra. È una cosa sbagliata, perché i diritti sono di tutti”. E su Tajani conclude: “Ha fatto tutto da solo, ma secondo me ha la colpa, e mi dispiace dirlo perché capita a tutti nella vita, di essere fuori tempo”.