Giorgia Meloni sostiene che Sergio Mattarella, sul tetto agli studenti stranieri nelle classi, la pensasse in modo simile al governo già 36 anni fa. La presidente del Consiglio ha risposto così alle interpretazioni nate dopo il discorso pronunciato dal capo dello Stato ad Amatrice, dove Mattarella aveva ricordato che la scuola deve essere “aperta a tutti”, aiutare a “non formare ghetti” e “non alzare barriere”.
Parole lette da parte delle opposizioni come una critica alla proposta dell’esecutivo di introdurre un limite del 30% di studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano per classe. Meloni, però, ne dà una lettura opposta: “Non la leggo così”, ha spiegato a Cinque Minuti. Secondo la premier, creare classi più equilibrate servirebbe proprio a evitare i “ghetti” evocati dal presidente.
Le circolari firmate da Mattarella: cosa prevedevano
A sostegno della propria tesi, Meloni ha tirato fuori un precedente che risale a quando Mattarella era ministro della Pubblica istruzione. Ospite di Porta a Porta, nell’intervista con Bruno Vespa, la premier ha ricordato che l’attuale presidente della Repubblica “redigeva circolari” che invitavano a non concentrare gli studenti stranieri nelle stesse classi, definendo quella indicazione una misura di “buonsenso”.
Le circolari sono in realtà due. La prima, la numero 301 dell’8 settembre 1989, riguardava l’inserimento degli stranieri nella scuola dell’obbligo. Nel documento si suggeriva che, quando erano presenti più studenti immigrati provenienti dallo stesso Paese e con un livello culturale simile, potesse essere utile inserirli nella medesima classe, senza però superare generalmente le quattro o cinque unità.
Il principio venne ripreso nella circolare 205 del 26 luglio 1990, dedicata all’educazione interculturale. Il testo stabiliva che, dove possibile, gli studenti dello stesso gruppo linguistico potessero essere raggruppati, ma “non devono superare il numero di cinque per ogni classe”. L’obiettivo dichiarato era favorire la loro “naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani”.
Il tetto di Meloni non è quello di Mattarella
Le circolari di Mattarella non stabilivano un tetto generale alla presenza di studenti stranieri, ma davano indicazioni sulla distribuzione degli alunni, con particolare attenzione a quelli appartenenti allo stesso gruppo linguistico.
Il provvedimento che il governo vuole portare in Consiglio dei ministri prevede invece una soglia del 30%, applicata agli studenti che non hanno una conoscenza sufficiente dell’italiano, compresi eventualmente cittadini comunitari. Sono previste deroghe nelle zone in cui la concentrazione è particolarmente elevata o non esistono scuole alternative nelle vicinanze.
Il riferimento alle vecchie circolari è circolato nelle chat dei parlamentari di Fratelli d’Italia prima dell’intervento televisivo della premier. Meloni lo ha utilizzato per sostenere che tra la posizione attuale del Quirinale e quella del governo non esista necessariamente una contrapposizione. Dal Colle, finora, non è arrivata una replica diretta a questa interpretazione.
