Tom Cruise ha riportato al centro il lavoro umano nel cinema con un intervento di oltre sei minuti al BAFTA Life in Pictures, il 21 settembre a Londra. La domanda riguardava l’intelligenza artificiale. La conduttrice Edith Bowman l’aveva posta durante un incontro costruito per ripercorrere la sua carriera, non per una polemica.
La risposta ha spostato l’attenzione dalle paure alla pratica quotidiana dei set. «Non c’è niente come l’essere umano», ha affermato Cruise, tra applausi spontanei dalla platea. Al tempo stesso ha insistito sulla necessità di custodire le competenze maturate dagli artigiani del cinema lungo intere carriere, perché sono quelle a tenere insieme il processo creativo.
Il nodo umano con Tom Cruise e l’intelligenza artificiale
Gli strumenti cambiano, le persone restano. È il filo che ha seguito quando ha parlato dell’evoluzione delle macchine da presa e del rapporto fra sala e piattaforme. Inoltre ha chiarito che tecnologie e modalità produttive possono aggiornarsi senza erodere il contributo di chi lavora davanti e dietro la camera: il punto è come si usa l’innovazione, non se esiste.
Detto questo, il pubblico in sala per lui resta una misura concreta. Il buon andamento delle proiezioni estive, anche tra i più giovani, viene letto come un segnale di interesse per un’esperienza collettiva che la sola tecnologia non replica. «Le persone vogliono un’esperienza umana», ha detto. E ancora: «Le persone vogliono vedere cose reali».
Verso l’uscita di Digger
Le tutele sull’uso dell’intelligenza artificiale non sono un tema nuovo per Cruise: nel 2023, durante le trattative della SAG-AFTRA, aveva sostenuto la necessità di protezioni specifiche. A Londra, però, ha preferito restare sul significato del cinema, più che sulle regole.
L’incontro ha fatto anche da ponte verso l’uscita di Digger, prevista il 2 ottobre 2026 nelle sale. Il regista Alejandro González Iñárritu gli ha letto di persona la sceneggiatura in due serate, prima che accettasse il ruolo. Cruise definisce il film «uno dei più originali e commoventi» ai quali abbia lavorato.
Nel film interpreta Digger Rockwell, un magnate del petrolio chiamato a scongiurare una catastrofe ambientale che lui stesso ha contribuito a provocare. Una trama che, nelle sue parole, ritrova forza proprio nell’apporto umano di chi la realizza.
