“Mazzola rappresenta un pezzo di storia del calcio italiano, di una dinastia che lega Valentino a Sandro e che sicuramente è un unicum nella storia del calcio del nostro Paese. I ricordi sono tanti, anche quelli che in qualche modo ho ereditato da mio papà. Di fatto Sandro e mio padre hanno avuto carriere perfettamente sovrapponibili, facendo l’esordio quasi insieme. Mi piace ricordare ciò che è stato detto oggi pomeriggio in chiesa dal presidente Marotta: Sandro aveva la capacità di trasformare le difficoltà di un’infanzia segnata dai lutti in qualcosa di costruttivo, in una forza che poi si è tradotta in tutto quello che abbiamo potuto apprezzare e stimare e che continueremo a ricordare. In questi vent’anni di assenza di mio papà, ho avuto la fortuna di parlare e di chiacchierare più volte con Mazzola. Ho sempre apprezzato questa voglia di esserci, di restituire qualcosa di sé, anche soltanto con la presenza. Sandro è immortale, come Valentino, e lo sarà per sempre”. Così Gianfelice Facchetti, figlio dell’ex capitano dell’Inter Giacinto, al termine dei funerali dell’ex calciatore nerazzurro Sandro Mazzola, celebrati nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
Anche il cantautore Enrico Ruggeri ha condiviso il suo ricordo: “Sono cascato perfettamente nel momento in cui la mia infanzia scopriva il calcio e scopriva Mazzola: fu lui a segnare il primo gol che vidi da bambino in tv e poi allo stadio. Ho avuto modo anche di conoscerlo. Sandro era una persona eccezionale, carismatica. Ho continuato a vederlo con gli occhi di un bambino perché i calciatori li vedi sempre con gli occhi dei bambini”.