“Giorgia Meloni ormai sta in campagna elettorale perenne. Se avesse a cuore il funzionamento della scuola pubblica dovrebbe aumentare gli stipendi degli insegnanti, che sono tra i più bassi in Europa, stabilizzare i precari, che sono oltre 320mila nella scuola pubblica italiana, e occuparsi delle scuole fatiscenti”. Lo ha detto Angelo Bonelli (AVS), commentando le politiche del governo sulla scuola. “Di tutto ciò non si occupa, si occupa del burka, di un tetto agli stranieri di cui già esiste una circolare. Siamo in campagna elettorale, però il problema è che Giorgia Meloni fa propaganda sulla pelle dei bambini”.
Rispondendo poi alle dichiarazioni di Vincenzo de Luca, Bonelli ha aggiunto: “Non commento la cafonaggine”. Non ha risparmiato nemmeno un giudizio sulle dichiarazioni di Antonio Tajani: “Penso che Tajani abbia dimostrato ancora una volta quanto sia inadeguato, ma ha mostrato veramente qual è il dato culturale di questo governo”. Secondo Bonelli “questo avviene nel silenzio di Giorgia Meloni che mentre fa la battaglia contro il burka consente a un ministro degli Esteri di dire che consiglierebbe ai propri figli di sposare una donna magari non tanto appariscente, con la gonna lunga, perché così non lo tradisce e accudisce i figli”. “Questa è la concezione della destra della donna: stare a casa, essere un po’ racchia, portare la gonna lunga, una concezione veramente talebana”, ha concluso. “Il burka ce l’hanno dentro il governo Meloni, Giorgia Meloni”.
Parlando poi della situazione europea, Bonelli ha sottolineato che “è un problema serio quello che sta accadendo in Germania, è un problema serio quello che sta accadendo in Europa”. Per questo, ha sostenuto, “sono necessarie politiche che rompano questa politica europea che è per il riarmo e francamente provoca guerra e alimenta la guerra”. Il portavoce di AVS ha quindi rilanciato una proposta dell’Alleanza Verdi e Sinistra: “Una proposta radicale molto importante che parli anche ai cittadini moderati, che dica stop al riarmo e quindi parli di disarmo, che dica stop alla guerra ma parli anche degli stipendi dei cittadini europei, a partire da quelli italiani”. L’obiettivo, ha concluso, è mettere al centro “giustizia sociale e giustizia climatica”, perché “l’Europa sta andando verso una direzione perché i cittadini europei, compresi quelli italiani, sono stati dimenticati dall’establishment europeo”.