Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha annunciato che prenderà la parola all’Assemblea generale dell’Onu per chiedere a Donald Trump di non interferire nel voto in Brasile. La posizione è stata resa pubblica il 17 settembre 2026 durante una tappa di campagna a Ceilândia, quartiere popolare della capitale Brasilia.
Lula ha aggiunto di voler parlare direttamente con il presidente degli Stati Uniti: “Andrò alla riunione dell’Onu per avere un colloquio con Trump e dirgli che non interferisca nelle elezioni in Brasile“. Al momento, tuttavia, un bilaterale non risulta in agenda.
Il calendario dell’Assemblea Onu e gli incroci possibili
La precisazione è arrivata dal funzionario degli Esteri Carlos Bicalho Cozendey, che ha spiegato come per ora “non è prevista alcuna riunione bilaterale specifica” con Trump. I due capi di Stato potrebbero comunque avere un contatto informale a margine: “probabilmente si incroceranno all’Assemblea”, ha aggiunto Cozendey, ricordando che, come già accaduto in passato, Lula e Trump sono attesi al podio l’uno dopo l’altro. L’ordine degli interventi alimenta l’aspettativa di una breve interazione nei corridoi, senza che questo equivalga a un incontro formale concordato.
La cornice elettorale in Brasile
Il presidente in carica punta a un nuovo mandato nelle elezioni di ottobre. A sfidarlo sarà il candidato di destra Flavio Bolsonaro, alleato di Trump. I sondaggi indicano un probabile ballottaggio serrato tra Lula e il suo avversario, con una competizione che resta aperta nei principali collegi urbani e nell’elettorato indeciso.
Il fronte commerciale con gli Stati Uniti
Il confronto politico s’intreccia con le frizioni commerciali. Gli Stati Uniti hanno imposto a luglio due pesanti dazi sui prodotti brasiliani, misure che Lula ha denunciato come un tentativo di interferenza nel voto. La tensione con l’amministrazione Trump era già salita con un primo massiccio aumento dei dazi applicato da Washington contro il Brasile in risposta a un processo per tentato colpo di Stato, procedimento che vedeva coinvolto l’ex presidente Jair Bolsonaro, padre di Flavio e a sua volta figura centrale nello schieramento che sostiene la candidatura dell’erede politico.
