La commedia horror di Apple Tv, Widow’s Bay, ha ottenuto 14 riconoscimenti su 19 candidature agli Emmy Award 2026, tra la cerimonia principale e i premi delle categorie tecniche assegnati nei giorni scorsi. La serie ha conquistato il premio come migliore commedia. Il pubblico si è alzato in piedi per applaudire Michael J. Fox, destinatario del Bob Hope Humanitarian Award.
La doppia vittoria di Matthew Rhys e i riconoscimenti alle serie
Matthew Rhys ha ottenuto il premio come migliore attore protagonista per Widow’s Bay e quello riservato agli interpreti protagonisti di miniserie, serie antologiche o film televisivi per The Beast in Me, di Netflix: una doppia vittoria nella stessa edizione.
Per la serie di Apple Tv sono stati premiati anche Kate O’Flynn e Stephen Root, rispettivamente come migliore attrice e migliore attore non protagonisti. I riconoscimenti per la sceneggiatura e la regia sono andati a Katie Dippold e Hiro Murai.
La serie ospedaliera di Hbo Max The Pitt ha raccolto sette premi, compreso quello come migliore serie drammatica. Noah Wyle ha vinto come migliore attore protagonista per il secondo anno consecutivo. Le candidature erano 25, il numero più alto dell’edizione, quasi il doppio delle 13 ottenute l’anno precedente.
Tra le miniserie, DTF St. Louis, di Hbo Max, ha ottenuto sette vittorie. David Harbour e Linda Cardellini sono stati premiati come migliori interpreti non protagonisti; il creatore Steven Conrad ha conquistato entrambi i riconoscimenti per la regia e la sceneggiatura.
Michael J. Fox premiato per l’impegno filantropico
Il Bob Hope Humanitarian Award ricevuto da Michael J. Fox celebra le personalità della televisione e dello spettacolo che si distinguono per un impegno filantropico profondo e duraturo. Dal palco l’attore ha ripercorso il rapporto con il lavoro e con gli spettatori dopo la diagnosi di Parkinson.
«All’inizio ho tenuto nascosta la mia diagnosi di Parkinson. Temevo che avrebbe influito sul mio lavoro e sul rapporto con il pubblico. Avrebbero riso, se avessero saputo che ero malato?», ha raccontato Fox. «Sono rimasto sbalordito dal sostegno che ho ricevuto. Il sostegno di tutti voi».
Quel sostegno, ha proseguito, «mi ha dato una grande carica. Mi ha fatto sentire che potevo continuare a fare questo lavoro, che non avevo perso ciò che faccio e che nessuno poteva portarmelo via. E tutto questo è successo perché mi siete stati vicini. Ve ne sono davvero grato».
Il riconoscimento non viene assegnato ogni anno: l’Accademia lo attribuisce soltanto quando individua un candidato che ne incarni pienamente i valori. È dedicato all’altruismo e all’impatto sociale positivo di Bob Hope, attore e comico britannico-statunitense noto anche per decenni di tournée umanitarie e di intrattenimento per le truppe.
Il premio a The Late Show dopo la cancellazione
The Late Show ha vinto come miglior varietà, a pochi mesi dalla cancellazione: potrebbe essere l’ultimo premio della trasmissione. Stephen Colbert ha ringraziato «oltre 200 persone che per undici anni hanno dato anima e corpo in questo programma per cercare di offrirvi il miglior programma possibile».
Per il conduttore, uno degli aspetti positivi dei programmi di seconda serata «è che, oltre a essere un lavoro davvero buono e stabile, richiedono così tante professionalità da diventare un fantastico incubatore per i giovani: un luogo dove imparare a lavorare in modo professionale, con scadenze, cooperazione e collaborazione. Ed è questo il futuro del nostro settore, che dobbiamo proteggere».
Il personale è ora disponibile: «Assumeteli, renderanno il vostro programma migliore e vi semplificheranno la giornata», ha esortato Colbert. Al pubblico: «Speriamo che vi siate divertiti. Noi ci siamo divertiti moltissimo a farlo per voi».
Cbs ha chiuso The Late Show with Stephen Colbert nel maggio 2026, dopo undici stagioni, sostenendo motivazioni esclusivamente finanziarie. La decisione era arrivata dopo le critiche di Colbert alla casa madre Paramount per un accordo legale con l’amministrazione Trump.
Il conduttore non ha richiamato dal palco la controversia degli ultimi mesi. Molti lo considerano un paladino della libertà di espressione contro i tentativi dell’amministrazione di punire comici, programmi d’informazione e reti che trasmettono contenuti sgraditi al presidente.
Gli omaggi a Dolly Parton, Catherine O’Hara e Rob Reiner
Dolly Parton, morta il 25 agosto a Nashville a 80 anni, è stata ricordata da Sally Field, con lei sul set di Fiori d’acciaio (1989). «Se davvero esistono angeli sulla terra, allora ne abbiamo appena perso uno», ha detto Field. Reba McEntire ha eseguito Appalachian Memories, tra i brani più amati di Parton.
Per Catherine O’Hara, morta a gennaio, sono saliti sul palco alcuni colleghi a lei vicini. Macaulay Culkin, suo figlio in Mamma, ho perso l’aereo, ha detto che sarà sempre «mamma»: nei film lei «lo dimenticava», per due volte, ma il pubblico non l’ha mai dimenticata. «E, a proposito, chiamate vostra madre stasera. Sul serio», ha aggiunto.
L’omaggio ha introdotto il segmento In Memoriam, dedicato alle personalità televisive scomparse nell’ultimo anno. Noah Kahan ha cantato Bridge Over Troubled Water di Simon & Garfunkel. Tra i nomi ricordati, Eric Dane, Hayden Panettiere, James Van der Beek, Vincent Pastore e il regista James Burrows.
Jamie Lee Curtis ha chiuso il segmento rendendo omaggio a Burrows e a Rob Reiner, premiato con un Emmy postumo come attore per The Bear, di FX/Hulu, disponibile su Disney+. Il regista e attore è stato assassinato lo scorso dicembre insieme alla moglie Michele Singer nella loro abitazione di Brentwood, a Los Angeles.
