Matteo Renzi alza il livello dello scontro con Giorgia Meloni dopo la battaglia parlamentare sulla legge elettorale. Per il leader di Italia Viva, la presidente del Consiglio sarebbe «in difficoltà» e starebbe “perdendo anche un po’ di lucidità”, mentre all’interno della maggioranza sarebbe ormai in corso uno “sfilacciamento”.
Intervistato da Repubblica, Renzi torna sul voto al Senato che ha portato alla bocciatura del sub-emendamento delle opposizioni per eliminare i capilista bloccati e introdurre le cosiddette preferenze pure.
Renzi: “Nessuno controlla più nulla”
Secondo l’ex presidente del Consiglio, il problema per Meloni non sarebbe rappresentato direttamente dai leader dei due principali alleati di governo. “Tajani e Salvini non le fanno paura”, sostiene Renzi, aggiungendo però che «entrambi non controllano più i loro gruppi parlamentari».
Una situazione che, nella lettura del leader di Italia Viva, starebbe rendendo sempre più difficile tenere insieme la coalizione: “Ormai è in atto uno sfilacciamento per cui nessuno controlla più nulla”.
Il riferimento è alle tensioni emerse durante l’esame della riforma elettorale. Fratelli d’Italia aveva valutato un’apertura alle preferenze senza capilista bloccati, storica battaglia politica della stessa Meloni, incontrando però la contrarietà degli alleati. Alla fine il centrodestra ha votato compatto contro il sub-emendamento delle opposizioni.
La sfida al governo: “Dovremmo andare a elezioni subito”
Per Renzi, quanto accaduto rappresenterebbe però anche un’occasione per il centrosinistra. “È un messaggio di speranza”, afferma, invitando le opposizioni a organizzare “queste benedette primari” e a trasformarle “in una festa di popolo”.
Il leader di Italia Viva arriva quindi a chiedere il ritorno alle urne: l’episodio, sostiene, «dimostra che dovremmo andare a elezioni subito».
E guarda già agli equilibri della prossima legislatura: “Se restiamo uniti, prendiamo Palazzo Chigi, scegliamo il successore di Mattarella e scriviamo il primo capitolo della ripartenza della sinistra europea”.
L’attacco a Meloni sulle preferenze
Renzi sostiene inoltre che tra mercoledì sera e giovedì mattina Meloni sarebbe stata «molto tentata» dall’apertura alle preferenze pure, prima di scegliere di salvaguardare l’unità della maggioranza.
La premier, secondo il leader di Italia Viva, “soffre a dire di no alle preferenze, è combattuta”. In Aula Renzi aveva anche richiamato una dichiarazione di Meloni dell’11 marzo 2014, quando chiedeva al centrosinistra di introdurre le preferenze.
Da qui l’affondo finale: per l’ex premier, il voto al Senato sarebbe «l’ennesima dimostrazione che Meloni si rimangia tutto».
