Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato le pre-intese sull’autonomia differenziata sottoscritte con il governo, facendo avanzare il percorso per ottenere maggiori competenze in quattro ambiti: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute, limitatamente al coordinamento della finanza pubblica.
Il voto al Pirellone rappresenta un nuovo passaggio dell’iter previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e dalla legge sull’autonomia differenziata. Le materie al centro delle pre-intese sono quelle sulle quali il negoziato tra Lombardia e governo si è concentrato negli ultimi mesi. Gli schemi avevano già ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri a febbraio e il parere favorevole della Conferenza Unificata ad aprile. A luglio anche Camera e Senato avevano approvato gli atti di indirizzo, impegnando il governo a proseguire il negoziato con la Regione.
Le quattro materie al centro dell’intesa
Il percorso riguarda innanzitutto protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, materie per le quali non è richiesta la preventiva determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni. A queste si aggiunge una parte della tutela della salute, quella relativa al coordinamento della finanza pubblica.
Le pre-intese non rappresentano però il punto di arrivo. Governo e Regione sono infatti impegnati a proseguire il negoziato con l’obiettivo di arrivare alle intese definitive e completare il percorso previsto dalla normativa sull’autonomia differenziata.
Il confronto in FdI prima del voto
La seduta è stata caratterizzata anche da un momento di tensione all’interno della maggioranza poco prima della votazione. Fratelli d’Italia ha chiesto una sospensione dei lavori per consentire un confronto interno alla buvette del Pirellone, al quale ha partecipato anche il presidente della Regione Attilio Fontana.
Il passaggio è arrivato dopo un nuovo scontro che ha coinvolto l’assessore al Welfare Guido Bertolaso e Fratelli d’Italia, con un botta e risposta nel pomeriggio con l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa.
Le tensioni si inseriscono in una fase già delicata nei rapporti tra Bertolaso e il partito della premier, soprattutto sul fronte delle nomine ai vertici della sanità lombarda. Nei giorni scorsi l’assessore al Welfare aveva infatti posto con forza il tema delle scelte manageriali, rivendicando nomine fondate sul merito e arrivando a mettere sul tavolo la possibilità di lasciare le deleghe in caso di mancato sostegno alle sue proposte.
Dopo il confronto interno, la maggioranza è comunque arrivata al voto sulle pre-intese, dando il via libera al nuovo passaggio del percorso lombardo verso una maggiore autonomia.
