Una nuova massa di atti è stata messa online da Zohran Mamdani. Secondo lui, quei documenti mostrerebbero che le autorità erano consapevoli della presenza di amianto nell’aria attorno al luogo dell’attacco e, nonostante ciò, rassicurarono i cittadini. Il rilascio arriva a quasi 25 anni dall’11 settembre e colloca la denuncia in un quadro di lunga durata.
11 settembre amianto: documenti autorità e qualità dell’aria
Le carte raccolgono misurazioni e scambi istituzionali sull’aria intorno a Ground Zero e al World Trade Center. Mamdani parla di migliaia di pagine che, lette nel loro insieme, metterebbero in fila elementi rimasti ai margini del dibattito pubblico. Nelle stesse carte, sempre nella sua ricostruzione, compaiono valutazioni che collegano l’esposizione a polveri e fibre a patologie comparse dopo l’attacco.
Da qui la critica più netta: le autorità, pur a fronte di quei dati, avrebbero diffuso rassicurazioni sulla sicurezza dell’aria e spinto residenti e lavoratori a rientrare nelle aree colpite. «Molti si sono ammalati perché hanno creduto a quello che le autorità dicevano, ovvero che l’aria era sicura», ha detto Mamdani per sottolineare l’impatto umano di quelle comunicazioni.
Le accuse e il bilancio delle vittime
In conferenza stampa, Mamdani ha rimarcato che la denuncia non riguarda solo la presenza di sostanze nocive, ma anche l’effetto delle comunicazioni ufficiali, che a suo dire avrebbero portato molti a sottovalutare i rischi. Di fatto, il punto centrale della sua ricostruzione è la relazione tra messaggi rassicuranti, fiducia pubblica e conseguenze sanitarie prolungate per chi è stato esposto.
A questo si aggiunge un dato che Mamdani considera decisivo: il numero dei morti per malattie legate all’11 settembre «è ormai maggiore a quello del giorno dell’attacco». L’affermazione, presentata come esito dell’analisi dei materiali pubblicati, viene proposta per spingere a una rilettura degli effetti di lungo periodo dell’esposizione.
La pubblicazione è stata accompagnata dalla messa a disposizione degli atti e delle relative accuse in una conferenza stampa. Con questi fascicoli ora accessibili, si aprono spazi per verifiche pubbliche e istituzionali sulle informazioni contenute nelle pagine rese disponibili.
