Lorena Isceri, 45enne di origine squinzanese tornata in paese per le vacanze, viene oggi salutata con i funerali a Squinzano. Il padre ha chiesto a tutte le forze politiche impegni concreti contro la violenza sulle donne e le scuole del paese sono state invitate a promuovere momenti di riflessione.
L’autopsia e gli accertamenti
L’autopsia, conclusa l’8 settembre, ha avviato gli accertamenti sulle cause della morte: i periti hanno rilevato che la donna è stata gettata dal cavalcavia sull’Autostrada del Sole mentre era ancora in vita e la caduta da decine di metri è indicata come causa del decesso. L’esame anatomopatologico servirà anche a chiarire eventuali ulteriori circostanze legate alla dinamica della vicenda.
Fra gli accertamenti in corso ci sono gli esami tossicologici: gli esiti di questi test saranno depositati entro 90 giorni e saranno utilizzati per stabilire se chi è stato trovato sul posto avesse assunto sostanze al momento degli eventi.
La città in lutto e le iniziative di cordoglio
Squinzano osserva oggi il lutto cittadino e la comunità locale si è stretta attorno alla famiglia. È stata organizzata una preghiera collettiva nei luoghi dove la donna aveva trascorso le ultime vacanze; per iniziativa del Comune e del comitato spontaneo Per Lorena è in programma una fiaccolata venerdì prossimo che partirà dalla casa di famiglia per raggiungere la panchina rossa in piazza Vittoria, simbolo della lotta contro la violenza di genere.
Nel ricordo della donna, alcune facciate di monumenti del paese resteranno illuminate di rosso fino alla fine di settembre. A Firenze, dove la donna viveva e lavorava, Lorena è stata inoltre ricordata con un minuto di silenzio all’apertura dei lavori del Consiglio regionale della Toscana.
Il presunto autore e la testimonianza dello specialista
Gli inquirenti indicano come presunto autore Federico Vella, l’uomo che, secondo la ricostruzione, avrebbe rapito la donna sotto casa, chiudendola nel bagagliaio dell’auto, e poi l’avrebbe gettata dal cavalcavia; lo stesso Vella si sarebbe poi lanciato dallo stesso ponte. Sul profilo sanitario, è emerso che Vella era in cura da uno psichiatra da 15 anni.
Lo specialista che lo seguiva ha riferito di averlo visto l’ultima volta “la settimana scorsa” e di averlo trovato “relativamente tranquillo”; secondo il medico, nonostante la riduzione delle visite, Vella “non era potenzialmente pericoloso o violento”. Il medico ha inoltre detto: “Sono rimasto assolutamente sconvolto, non me lo aspettavo minimamente”, una dichiarazione che il processo di indagine potrà valutare nel contesto delle cartelle cliniche e delle valutazioni psichiatriche.
Nel corso delle prossime settimane gli accertamenti medico-legali e le analisi tossicologiche dovrebbero fornire elementi supplementari per ricostruire la dinamica completa dell’omicidio e le condizioni del presunto autore al momento dei fatti.
