Gli Stati Uniti hanno alzato al 50% i dazi su un ampio gruppo di prodotti canadesi e, in aggiunta, hanno fissato un divieto di importazione per latticini, la maggior parte delle bevande alcoliche e moto di grossa cilindrata. Le misure sono state definite con un ordine esecutivo e hanno scadenze operative distinte nel mese di settembre.
I nuovi dazi e le categorie interessate
I dazi del 50% colpiranno decine di voci merceologiche: l’elenco cita, tra gli altri, materassi, imbarcazioni a motore e golf cart. L’applicazione della sovrattassa partirà dal 15 settembre, con una platea di beni definita dall’amministrazione e suscettibile di aggiustamenti. In parallelo, il pacchetto prevede lo stop all’ingresso negli Stati Uniti di specifiche categorie canadesi: latticini, la maggior parte degli alcolici e le motociclette ad alta cilindrata rientrano nel perimetro del divieto.
La Casa Bianca ha giustificato la stretta accusando Ottawa di «discriminazione verso i prodotti alcolici statunitensi» e ha anticipato «modifiche all’elenco dei beni da colpire» man mano che proseguiranno le verifiche tecniche. Il quadro, quindi, è dinamico, ma l’impostazione resta chiara: pressione tariffaria estesa e ban mirati su comparti sensibili.
Le estensioni, le esclusioni e la base normativa
Nei giorni scorsi l’amministrazione aveva già allargato il perimetro del 50% a ulteriori famiglie merceologiche canadesi, includendo articoli in acciaio e alluminio, mobili e carta. Non tutto, però, è rimasto in lista: cemento, sale antigelo per la rete stradale e alcuni prodotti cartacei a uso ospedaliero sono stati tolti dopo i riscontri arrivati dalle imprese statunitensi, che hanno segnalato criticità di approvvigionamento.
Sul piano normativo, il provvedimento si fonda sulla Sezione 338 del Tariff Act del 1930, che consente di bloccare importazioni da Paesi ritenuti responsabili di pratiche discriminatorie verso i beni americani. Un funzionario ha spiegato che la lista dei dazi è stata ricalibrata «a valle delle verifiche sulle catene di fornitura e sulla dipendenza degli acquirenti interni»; in altri termini, l’obiettivo politico è stato pesato contro i rischi industriali.
Le reazioni, le contromisure e le ricadute
La stretta di Washington arriva dopo contromisure canadesi su oltre 20 miliardi di beni statunitensi, varate in risposta all’aumento delle tariffe deciso dagli Stati Uniti. Da qui l’inasprimento odierno, che l’amministrazione attribuisce proprio alle mosse di Ottawa.
Il presidente ha inoltre minacciato ulteriori passi: dazi più elevati sulle auto canadesi a partire dal prossimo anno e il blocco alle vendite del produttore aeronautico Bombardier. Le ipotesi hanno subito acceso l’allarme per gli effetti sull’occupazione in aree legate all’export verso il Canada. Il senatore repubblicano Jerry Moran ha richiamato l’attenzione sui possibili impatti per i lavoratori del Kansas.
Analisti e rappresentanti di settore osservano che l’accoppiata tra dazi estesi e divieti selettivi rischia di allargare la frattura commerciale fra i due Paesi, vista l’elevata integrazione delle filiere nordamericane. Eppure, le esclusioni già operate e i continui aggiustamenti segnalano che la Casa Bianca sta tentando di limitare gli strappi sulle supply chain domestiche, pur mantenendo alta la pressione negoziale.
Quanto al calendario, i provvedimenti si muovono su due binari: l’estensione della sovrattassa del 50% decorre dal 15 settembre, mentre il divieto di importazione per latticini, la maggior parte delle bevande alcoliche e le moto di grossa cilindrata scatterà dal 29 settembre.
