“Io non condivido le cose che dice Calenda, in particolare il fatto di imporre candidati fuori dalle primarie, come ha proposto, ancora una volta, imponendo di fatto un veto su di me. Sinceramente mi sembra un modo sbagliato di affrontare questi temi. Sulla questione della sicurezza, in particolare, ha preso proprio uno svarione, ma capisco che stando a Roma non abbia sempre bene d’occhio tutto quello che succede a Milano, che non è una città che conosce molto”. Ad affermarlo Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale della Lombardia, a margine della Festa dell’Unità di Milano, commentando le parole del leader di Azione Carlo Calenda, che aveva chiesto di non “perdere tempo” con le primarie e di sostenere la candidatura a sindaco di Mario Calabresi. Quanto alle parole dell’ex esponente di Forza Italia Pietro Tatarella, che aveva detto che con Majorino Milano rischia di ritrovarsi un “sindaco antisemita”, l’esponente dei dem ha parlato di “dichiarazione indegna”. Parlando del futuro della città, Majorino ha poi chiesto “un bel cambio su alcuni terreni”, perché “abbiamo bisogno di una città che metta di più al centro l’interesse pubblico collettivo, che aiuti di più le persone in difficoltà, e dobbiamo far sì che la gestione della cosa pubblica sia meno condizionata dalla lobby del cemento. Credo che questi siano temi da sviluppare in un confronto che si può ben fare nei prossimi mesi”.