L’uragano Marie sta attraversando il Pacifico orientale e, pur rimanendo molto lontano dalla terraferma, i suoi effetti sono arrivati fino alle coste della California meridionale. A Newport Beach, nella contea di Orange, onde imponenti hanno raggiunto il litorale attirando numerosi surfisti e curiosi. Uno spettacolo suggestivo che nasconde però diversi rischi: le autorità hanno avvertito della possibilità di forti correnti di risacca, mareggiate e allagamenti nelle aree costiere più esposte.
Marie è un ciclone tropicale del Pacifico orientale, diventato uragano dopo essersi intensificato sulle acque calde dell’oceano. Nella notte tra il 5 e il 6 settembre il suo centro si trovava intorno a 22,6 gradi di latitudine nord e 121,3 gradi di longitudine ovest, in pieno oceano, dopo essersi allontanato dalla penisola messicana della Bassa California.
Quanto è potente l’uragano Marie
Secondo l’ultimo bollettino disponibile del National Hurricane Center (NHC), Marie presenta venti massimi sostenuti di circa 150 chilometri orari, con raffiche che possono raggiungere circa 185 chilometri orari. La pressione minima centrale è stimata intorno ai 970 millibar.
Con venti di questa intensità, Marie rientra nella categoria 1 della scala Saffir-Simpson, utilizzata per classificare gli uragani in base alla velocità dei venti sostenuti. Nonostante l’indebolimento rispetto alle fasi precedenti, quando i venti avevano raggiunto circa 155 chilometri orari, il sistema rimane quindi un uragano.
Il ciclone si sta spostando verso nord-ovest a velocità relativamente contenuta. Le previsioni indicano però un progressivo indebolimento: Marie dovrebbe perdere forza mentre procede su acque meno favorevoli alla sua alimentazione, per poi virare maggiormente verso ovest-nord-ovest.
Perché Marie provoca onde giganti in California
Il punto più particolare è che Marie non deve raggiungere la California per produrre conseguenze sulle sue coste. Un uragano trasferisce infatti una quantità enorme di energia alla superficie dell’oceano attraverso i suoi venti.
Quando venti molto intensi soffiano per lungo tempo su una vasta superficie marina generano grandi onde che possono propagarsi per centinaia o anche migliaia di chilometri rispetto al centro della tempesta. È il cosiddetto swell, l’onda lunga oceanica che può continuare a viaggiare anche quando il ciclone che l’ha generata si trova molto lontano.
Marie è inoltre un sistema di dimensioni considerevoli. Secondo il National Hurricane Center, i venti con forza di tempesta tropicale si estendono per centinaia di chilometri dal centro e, nelle acque circostanti il ciclone, sono state rilevate onde di almeno quattro metri fino a centinaia di miglia nautiche di distanza dall’occhio.
È proprio questa energia trasferita all’oceano che sta raggiungendo la costa occidentale degli Stati Uniti.
Onde fino a tre metri sulla California meridionale
Gli effetti sono particolarmente evidenti sulle spiagge della California meridionale, comprese quelle delle contee di Orange e San Diego. In alcune zone esposte sono previste onde comprese tra circa 1,8 e 3 metri, accompagnate da correnti di risacca molto forti.
A Newport Beach le mareggiate hanno già attirato surfisti e spettatori, ma il rischio principale riguarda proprio le correnti. Anche quando il cielo appare relativamente tranquillo e l’uragano è lontanissimo, una corrente di risacca può trascinare rapidamente un bagnante verso il largo.
L’arrivo delle onde può inoltre coincidere con maree elevate, aumentando la possibilità di erosione delle spiagge e allagamenti temporanei delle aree costiere più basse.
Marie non dovrebbe colpire direttamente gli Stati Uniti
Al momento, tuttavia, non è previsto un landfall di Marie né in California né nella penisola della Bassa California. Il National Hurricane Center non ha infatti emesso allerte costiere direttamente legate all’arrivo del centro dell’uragano. Già sabato il ciclone si trovava a circa 1.085 chilometri a ovest dell’estremità meridionale della Bassa California.
La traiettoria prevista dovrebbe mantenerlo in mare aperto. Questo significa che la California non dovrebbe sperimentare i venti distruttivi tipici del passaggio diretto di un uragano.
Gli effetti indiretti possono però essere significativi. Oltre alle mareggiate, l’umidità tropicale associata a Marie sta raggiungendo la California meridionale, aumentando la probabilità di precipitazioni. Il National Weather Service prevede tra domenica e l’inizio della prossima settimana piogge generalmente leggere, ma localmente moderate, soprattutto nell’area di Los Angeles.
Cosa succederà nei prossimi giorni
Marie ha probabilmente superato la fase di maggiore intensità. Le immagini satellitari analizzate dal National Hurricane Center mostrano infatti una struttura dell’occhio diventata meno definita, uno dei segnali dell’indebolimento del ciclone.
Il sistema dovrebbe continuare a perdere forza durante il suo percorso nel Pacifico e successivamente trasformarsi in un ciclone post-tropicale, quando non sarà più alimentato dai meccanismi tipici di un uragano tropicale.
Sulle coste della California, invece, gli effetti sul mare continueranno ancora per alcuni giorni, anche mentre Marie si allontana e perde intensità. È una delle caratteristiche delle grandi tempeste oceaniche: il ciclone può restare lontano dalla terraferma, ma l’energia accumulata nell’oceano continua a propagarsi molto oltre il suo centro.
Per questo le autorità invitano alla prudenza soprattutto sulle spiagge della California meridionale. Il pericolo principale di Marie per gli Stati Uniti non è quindi l’arrivo dell’uragano sulla costa, ma ciò che il ciclone sta già facendo al Pacifico: grandi onde, correnti pericolose, erosione e possibili allagamenti lungo il litorale.
