Matteo Renzi guarda già alle prossime elezioni e indica maggio come il momento migliore per andare alle urne, evitando così che la campagna elettorale finisca in piena estate. Dal Forum Teha di Cernobbio, il leader di Italia Viva è intervenuto su diversi dossier, dal futuro degli schieramenti politici italiani al risiko bancario, fino alla difesa e all’innovazione europea.
“Penso che sia meglio votare in maggio, perché vota mezza Italia e per evitare una campagna elettorale estiva”, ha spiegato Renzi, aggiungendo che sulla base della data del voto dovrà poi essere affrontato anche il tema delle primarie.
Renzi e la data delle elezioni: la battuta su Meloni e Salvini
Per descrivere la partita sulla scelta della data, l’ex presidente del Consiglio ha utilizzato una metafora legata al Palio di Siena. Il primo “cavallo” a entrare in campo, ha detto, è Giorgia Meloni, perché sarà la premier a decidere quando votare.
Non è mancata poi una stoccata al leader della Lega: “Poi arriverà Salvini, lui di solito è in ritardo su tutto, e chiedete a lui se intende ritardare anche le elezioni”.
Al di là delle battute, Renzi ha insistito sulla necessità di costruire uno spazio politico capace di raccogliere gli elettori che non si riconoscono nella contrapposizione tra gli schieramenti attuali. Per vincere, secondo il leader di Italia Viva, “serve un luogo o una casa per intercettare il consenso di chi vuole un voto riformista”.
L’attacco al governo sul risiko bancario
Nel corso del suo intervento a Cernobbio, Renzi ha affrontato anche il riassetto del settore bancario italiano, contestando l’intervento dell’esecutivo nelle operazioni in corso. Il leader di Italia Viva ha chiamato in causa Carlo Messina e Carlo Cimbri, rispettivamente ai vertici di Intesa Sanpaolo e Unipol, criticando quella che considera una perdita di neutralità da parte del governo.
“Ma vi sembra normale che a fronte di un’operazione che stanno facendo due manager importanti quali Carlo Messina e Carlo Cimbri, il governo esca dalla sua neutralità e metta il naso ancora una volta su queste vicende e tutti zitti?”, ha dichiarato Renzi.
L’ex premier è tornato anche sul golden power esercitato dal governo sull’operazione di UniCredit su Banco Bpm. Renzi ha rivendicato la riforma delle banche popolari varata durante il suo governo e contestato la scelta del ministro dell’Economia di intervenire nell’operazione.
“Vi sembra normale […] che il ministro dell’Economia abbia deciso di mettere il golden power contro UniCredit?”, ha chiesto alla platea. Secondo la ricostruzione politica proposta dal leader di Italia Viva, l’esito sarebbe stato quello di rendere Banco Bpm “una banca in mano ai francesi”.
“La spesa militare deve essere europea”
Da Cernobbio Renzi è intervenuto anche sul tema della difesa, sostenendo la necessità degli investimenti militari ma chiedendo che vengano affrontati in una dimensione comunitaria.
“È evidente che la spesa militare ci deve essere, ma ci deve essere una spesa europea”, ha affermato. Una posizione che lega il rafforzamento della capacità di difesa del continente a una maggiore integrazione tra gli Stati membri.
Per Renzi, però, il tema non può essere limitato alle risorse destinate agli armamenti. Accanto alla difesa serve infatti una strategia sull’innovazione tecnologica, capace di produrre ricadute anche in altri settori.
La proposta sui “cervelli in fuga da Trump”
È in questo quadro che il leader di Italia Viva ha rilanciato il tema del rientro dei talenti in Italia, guardando anche agli Stati Uniti. «Penso che se riportiamo in Italia i cervelli e magari quelli in fuga da Trump potremmo avere il cosiddetto “dual use”», ha spiegato.
Il riferimento è alle tecnologie a duplice uso, sviluppate per applicazioni che possono interessare tanto il settore della difesa quanto quello civile. Secondo Renzi, investire nell’attrazione di competenze e ricerca potrebbe quindi produrre effetti «non solo sulla difesa ma anche sulla sicurezza».
L’intervento di Cernobbio mette così insieme diversi fronti dell’agenda politica ed economica: la data delle prossime elezioni e la costruzione di un’area riformista, il ruolo del governo nel risiko bancario e la necessità, secondo Renzi, di una strategia europea su difesa, ricerca e innovazione.
